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Walter Veltroni

La patente

Primo atto: Come qualcuno ricorderà, l'intero centrosinistra italiano si spese con grande passione a favore di Segolene Royal in occasione delle presidenziali francesi. Auguri a più non posso, perfino comparsate ai comizi. Credo che tutti sappiano com'è andata a finire: Segolene ha rimediato una delle più clamorose batoste elettorale che la sinistra francese ricordi e ancora non si è riavuta.

Secondo atto: All'inizio della campagna elettorale italiana, UolterUeltroni ha letterealmente copiato lo slogan di Barack Obama (Yes, we can!) quando il senatore afro-americano sembrava lanciato verso una lunga discesa fino alla nomination democratica. Ieri, Texas e Ohio hanno stecchito le ambizioni del grande sognatore (vedasi Nullo che c'è sempre da imparare) e probabilmente il nostro Hussein non ce la farà.

 

Marianna Madia

Stefano Madia

Domani Veltroni annuncia ufficialmente il capolista per il Partito Democratico alla Camera nella circoscrizione Lazio 1, che include la citta’ di Roma: Marianna Madia. Chi? Marianna Madia, ho detto. E chi e’?

 

Se può farcela un negro...

Delle volte il buonismo professionale e l’eccesso di prudenza possono produrre effetti di comicità involontaria, specie quando si pretende di metterli al servizio della campagna elettorale.

A questo proposito si segnala come inarrivabile modello il futuro ex sindaco di Roma il quale, secondo quanto riporta Repubblica, comincia a fare sul serio nel motivare le truppe in vista della campagna d’aprile.

Siccome sa di partire con l’handicap, comincia con l’evocazione di rimonte spettacolari e, tra queste, con la più attuale di tutte, quella di Barack Obama ai danni del marito di Bill Clinton.

 

Coalizione da Walter

Ce l'ha fatto sapere nel modo più fragoroso possibile: giusto due giorni fa, Mario Adinolfi è stato a colazione con il nuovo imperatore d'Italia, ovvero Walter "abbiamo 3 banche" Veltroni. E son soddisfazioni, per uno che si è portato a casa 5mila voti scarsi. Perché non è mica da tutti incontrare Veltroni, anche se - scanzonato come al solito - il Mario democratico diretto (tanto democratico e tanto diretto da non rispondere ai commenti critici nel suo blog, e anzi tendente a bannare chi è in dissenso con la Via, la Verità e la Vita rappresentate da sé medesimo di pirzona pirzonalmente) tiene a farci sapere una cosa: "Però, in totale sincerità, potrei quasi ammettere di essere andato volentieri questa mattina praticamente all'alba da Walter Veltroni solo per potermi affacciare da quel balcone".

 

WV: suggerimenti strategici (non darmi retta, ti prego!)

Gabriella Mecucci, su l’Occidentale, prevede tempi duri (anzi durissimi) per il Neo-segretario del PD Veltroni.

spenti i riflettori delle Primarie, Walter dovrà evitare che il dissenso della gente verso le scelte del governo, travolga anche lui. Anzi, dovrà cercare di far dimenticare Prodi, che gli italiani appena se lo ricordano s’incazzano. Insomma, sarà durissima.

 

Il partito del "Ma anche"

 

Ma quanto vi piaccio?

Non ha ripensamenti? È stato davvero opportuno candidarsi?

«Non era conveniente; era giusto. C’ho riflettuto a lungo. Ne ho parlato in famiglia, con gli amici più stretti. Mi sono risposto: "Sono dieci anni che rompi le scatole a tutti con il Partito Democratico, e ora che ti chiedono di guidarlo che fai? Fischietti, ti giri dall’altra parte?". Mi sono guardato allo specchio, e mi sono risposto che non avevo scelta. L’occasione è storica, non per me né per la nostra parte politica; per il paese».

 

Il Partito Democratico e l'usato sicuro

D’estate ci si diletta coi sondaggi e, siccome è estate anche per me, oggi mi sono divertito a leggere i buoni auspici che Ipsos consegna al futuro Partito Democratico. Secondo la società di ricerche di mercato, il solo fatto che nasca il Partito Democratico sarebbe sufficiente a colmare il gap di consensi che separa la ex CdL dall’attuale minoranza di governo: da circa quindici punti e meno di tre. In tre settimane e grazie ad un partito che non c’è. Davvero notevole il risultato e complimenti a Uolter che dimostra ancora una volta di possedere qualità taumaturgiche e poteri semidivini grazie ai quali, con la semplice imposizione delle mani, riesce a resuscitare un centrosinistra più morto che vivo e restituisce entusiasmo ai delusi i quali, evidentemente, son già tutti in fila pronti a votare diligentemente per la new entry della politica italiana.

 

C'era una volta...

Si dice che, tanto tempo fa, l’antico popolo italico scelse di affidare il proprio destino alla setta dei risanatori dei conti pubblici che per lunghi anni aveva vagato per il Paese predicando rigore e austerità nel nome supremo degli interessi inviolabili della nazione.

Promisero – e mantennero una volta ascesi al potere – lacrime e sangue perché così non si poteva andare avanti e decisero di imbandire le tavole dei sudditi a solo pane e acqua perché ognuno avrebbe dovuto fare la sua parte mettendosi ginocchioni nell’atto di penitenti.

Secondo gli antichi testi, la cura diede immediatamente i suoi benefici effetti come dimostra questo brano appartenente alla famosa raccolta delle “Meditazioni” del Grande Cerimoniere:

 

Il Sicario

Finalmente l’oracolo ha parlato ed è stata una vendetta spietata nei confronti di una platea che troppo a lungo non ha potuto deliziare in prima serata: è stato un monologo di un’ora e quaranta senza nemmeno un intervallo per la pubblicità, roba che ormai si vede solo sulla pay tv.

 
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