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Visco

La verità, vi prego, su Speciale

Mentre scrivo sto vedendo "Otto e Mezzo", dove Giuliano Ferrara e il suo soprammobile stanno intervistando Roberto Speciale, l'ex comandante della Guardia di Finanza che si è dimesso ieri dopo essere stato reintegrato dal Tar. E sento dire e ripetere a loop che Speciale è stato defenestrato perché non avrebbe ottemperato all'ordine di Vincenzo Visco di sostituire quattro ufficiali della GdF "che indagavano sul caso Unipol". Visco ha negato, e la cronaca dei fatti, in bocca al viceministro, assume un tono diverso: Speciale gli presenta qualche tempo fa un piano di avvicendamenti comprendenti l'intero comando della Gdf. Si fa ogni tre anni, è normale. Visco nota che tra le sostituzione non ci sono quelli che lavorano a Milano, ne chiede ragione e il generale risponde che siccome quelli là stanno lavorando a inchieste importanti è meglio che rimangano al loro posto.

 

Un regalo "Speciale"

Natale. Tempo di regali. I bambini, intenti a scrivere letterine a Gesù Bambino, stanno aspettando davanti ai camini con le orecchie tese verso la finestra, attenti ai primi scampanellii di “slitte volanti” in lontananza. E ci si stringe il cuore a vederli felici mentre scartano i loro doni come premio per il loro anno da bravi angioletti.

 

Il viale del tramonto

Tommaso Padoa Schioppa è un anziano signore con un passato da economista e un presente fatto, per lo più, di volontariato politico che rischia di offuscare la brillantezza del suo curriculum.

E’ uno dei tanti che ha preferito cavalcare le onde del mare fregandosene dell’età e dei riflessi non più pronti rinunciando a chiudere nel momento migliore per andare a godersi un meritato riposo.

Così ce lo ricorderemo, anche nella forma, non come austero e autorevole tecnico, ma come disorientato relatore parlamentare impegnato in compiti che sono molto al di sopra delle sue doti.

Per difendere certe scelte o certi programmi politici non serve cultura tecnica, ma è necessaria la faccia vuota di un politico di professione abituata a presentarsi al pubblico sempre, comunque e a qualsiasi costo.

 

Illegittimo ma non illecito .. pensar male

"Illegittimo ma non illecito"; tale la formula con cui  secondo i giornali il pm della procura di Roma Angelantonio Racanelli ha chiesto insieme con il procuratore Giovanni Ferrara l'archiviazione per il (vice)ministro dell'Economia Visco nel "caso Speciale".
Non sono un giurista, ma la frase apre squarci di visione inquietanti per il logico.
Esisterebbero quindi secondo la legislazione italiana atti "privi delle condizioni volute dalla legge" (significato di "illegittimo") che non sono però "oggettivamente contrari all'ordinamento giuridico" (significato di "illecito"). Interesting ... ma le condizioni volute dalla legge dove sarebbero fissate se non nelle norme dell'ordinamento giuridico? Mah ...

 

Anche Bin laden scopre che il problema sono le tasse

Se anche Osama Bin Laden, che fra tutti i leader mondiali non è certo il primo che spicca per il suo “savoir faire”, ha capito che il vero problema sono le tasse (come abbiamo visto e sentito dal suo ultimo video diramato in etere pochi giorni fa), c’è da chiedersi allora com’è possibile che in Italia ancora non ci si arrivi. E fa specie che sia proprio una cultura come quella islamica radicale, rimasta al ‘400, ad averlo capito prima dell’Italia.

 

Guerre fiscali, tregue fiscali e finzioni tributarie

Romano Prodi e le cheerleader democratiche hanno ben poca ragione per lanciare anatemi contro Umberto Bossi e le sue (discutibili) dichiarazioni:  il loro Ministro Dell'Economia ipertecnico ha impiegato il medesimo linguaggio del becero "senatur", parlando di "finanziaria di tregua fiscale".

Il vocabolario impiegato dal Ministro dell'Economia smentisce chiunque pretenda che il governo sia animato da ideali di giustizia, a meno di non definire giustizia quella bolscevica o giacobina nel pieno del Terrore: se si parla di tregua, significa immaginare di essere in guerra con una parte della nazione, non certo a caccia di qualche evasore - compito che oltretutto spetterebbe a Vincenzo Visco e non certo a TPS. Evidentemente, si è trattato di un lapsus freudiano, che rimarca una volta di più la natura illiberale del Governo Prodi: con l'evasione, i sudditi si ribellano e di conseguenza meritano d'essere schiacciati, con ogni mezzo.

 

Ancora tasse, ancora sulle tasse

Stabilito che anche Dio desidera che le tasse si paghino, il governo pare si voglia mettere subito al lavoro per aumentarle, stavolta “riallineando” le aliquote sulle rendite finanziarie attraverso l’adozione di un’aliquota unica al 20% sui guadagni derivanti da investimenti sul mercato dei quattrini, BOT inclusi. Era scritto nelle sacre tavole del programma unionista e non c’è da sorprendersi se questo punto troverà applicazione senza tanti scontri nella maggioranza perché, quando si tratta di passare all’incasso, sinistra riformista e sinistra radicale diventano improvvisamente un sol uomo e agiscono con lodevole compattezza. Così, mentre c’è un pezzo di paese che comincia a prendere in seria considerazione lo sciopero fiscale, cioè l’idea neanche tanto bislacca di non pagarne punte, una ristretta minoranza di bolscevichi d’assalto studia il sistema per chiederne un po’ di più dell’anno precedente che la famiglia aumenta e le bocche da sfamare crescono con lei.

 

Dio e le tasse nel paese del cicale

Fino a pochi anni fa si poteva andare in vacanza tranquilli perché in Agosto “chiudeva” anche la politica, nel senso che i nostri capimandamento si contentavano di stare sulle pagine dei giornali sfruculiando argomenti leggeri e meglio digeribili di quelli soliti per consentire a tutti di ritemprare le forze e ricaricare le batterie dell’infinita pazienza che ci vuole a sopportarli negli altri undici mesi dell’anno. Adesso sono saltate anche queste vacanze e spopolano sulle spiagge accaniti dibattiti sulla precarietà e sulle tasse con buona pace per il fatturato in crollo verticale del cocco fresco e cocco bello che invecchia nelle ceste dei suoi peripatetici venditori. In vacanza non ci va più neanche la Chiesa e Bertone, dopo un’attenta valutazione delle innovative teorie dottrinali di San Romano Prodi, esce allo scoperto su uno dei pochi temi che, per la gerarchia ecclesiastica, dovrebbe essere rigorosamente off-limits.

 

Una classe dirigente di pagliacci e di incapaci

Violante ha deciso di lasciare il Parlamento, almeno così dice. Simpatico ragazzo questo politicante da quattro sghei che rilascia interviste sui suoi propositi di ritiro e ci aggiunge, senza bagnarsi del sudore dell’imbarazzo, che la decisione risale a due anni fa. Son strani forte questi qua: secondo il Violante-pensiero è assolutamente conseguente decidere di lasciare il Parlamento e, nel giro di sei mesi, ricandidarsi bellamente a farne parte. Probabilmente, si è sentito chiamato all’eroico sacrificio perché il Paese aveva bisogno. Va bene, diamo atto al nostro uomo di aver subito “obtorto collo” una imposizione e di aver dovuto rimandare i propositi di ritiro. C’è da dire soltanto che siamo veramente fortunato ad avere a disposizione gente che non ha paura di sacrificare se stessa fino all’ultima goccia pur di garantire al Paese un futuro migliore.

 

La Repubblica delle banane

Il governo ha stabilito, a suo parere, che Roberto Speciale è un bugiardo. Non si capisce allora perchè si voleva far accomodare il generale della Guardia di Finanza alla Corte dei Conti (passaggio peraltro bocciato dalla stessa ragioneria di Stato dato che l'avvicendamento non è stato firmato). Un controsenso che determina la cattiva buona fede del governo in carica che prima ha detto che Speciale è un falso dandogli però poi un contentino per tenerselo buono, aumentando ancora di più i sospetti in questa vicenda. Il massimo però lo abbiamo toccato ieri sera a Palazzo Madama. A mia memoria mi è difficile ricordare quello che ho visto dal canale satellitare del Senato. Si votavano infatti le mozioni e gli ordini del giorno presentati sia dalla maggioranza che dall'opposizione riguardo l'operato del governo nel caso Visco/Unipol/Speciale.

 
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