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Unione

Altarini italiani

«Vorrei sapere perché io sarei concusso per una nomina (caso Bassolino ndChris) e per tutte le altre nomine non ci sarebbero nè concussi nè concussori. Può non piacere il sistema che sta dietro ai giochi della politica, ma questo è».

 

Mastella contro tutti

Il mestiere (o il piacere) dello scrivere è davvero strano. Mai mi sarei aspettato di assumere l'onere di buttar giù due righe a difesa di Clemente Mastella. Eppure eccomi qui a farlo. Certo, il tentativo è parecchio ardito, perché quando tutto il mainstream e la blogosfera sono di fatto contro il Ministro, in un’ondata di populismo credo senza precedenti in Italia (forse solo Craxi e Berlusconi riuscirono nell'impresa di scatenare tale reazione), diventa difficile trovare una qualsiasi tesi favorevole a supporto della difesa. La mia simpatia però verso l’individuo bersagliato, verso il rinnegato, verso il boia di turno è per me un richiamo troppo forte per non tentar tale impresa titanica. 

 

XX Settembre, Porta Pia: 137 anni e non sentirli. Almeno per Prodi e Veltroni

La Questione romana è stata risolta? Giudicate voi: l'Unione ha sostenuto in ogni occasione di essere l'unico baluardo dell'Unità nazionale e della laicità dello Stato, di fronte alle oscure forze delal reazione clericale ed alle orde barbariche dei secessionisti padani. Quale migliore occasione del Venti Settembre, allora, per dimostrare simbolicamente il sincero attaccamento ai valori della laicità e dell'Unità Nazionale? Nessuna, parrebbe. Eppure, né il governo di centrosinistra né il comune di Roma, presieduto da Walter Veltroni, hanno pensato di celebrare con un qualche rilievo la conclusione dell'Unità d'Italia. Passare dalle parole ai fatti è difficile, per dei politici, ma non pensavo sarebbe stato così difficile passare dalle parole alle parate.

 

Chi si loda, si broglia

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Il Cav tende la mano a D'Alema

E' inutile che si stiamo a prendere in giro, le intercettazioni sul caso D'Alema/Unipol hanno un fattore politico e non penale. Magari moralmente discutibile se vogliamo, ma non stiamo a prenderci in giro, la politica va per forza di cose a braccetto con l'economia, ed il potere politico in Italia viene rafforzato da quello delle Banche (almeno da noi, da altre parti funziona anche diversamente). Quello che invece stupisce è stata la sinistra che per anni ha inveito ipocritamente contro Berlusconi ed il suo conflitto di interssi. Ma ancora più interessante è sottolineare come all'epoca una parte della sinistra stava puntando parecchio sulla scalata all'Unipol, mentre un'altra parte no. Fino al punto di mettere i bastoni fra le ruote. E così poi alla fine è successo. Facendo un rapido calcolo possiamo quindi intuire come già da allora la futura maggioranza di governo fosse già divisa al suo interno. Divisioni "sottocoperta" ma che alla fine sono e risulteranno fatali. Ma non finisce qua perchè di certo non ho intenzione di sparare a zero su D'Alema e soci, come fecero loro su Berlusconi.

 

L'ultima spiaggia

In questo periodo Romano Prodi se la passa male. Persino i suoi servi si rendono ridicoli cercando di assecondarlo. E nel tentativo di salvarsi, il prof sta cercando di accentrare su di se tutte le responsabilità. Fateci caso: ha voluto fortemente la leadership del Partito Democratico tenendo buono (non si sa come) i suoi alleati dopo il capitombolo elettorale che di fatto ha bocciato prima del nascere il progetto "dell'asinello" e ha attirato l'attenzione destituendo il generale Speciale dal suo incarico salvando Visco ed il governo da un naufragio certo, per via della mozione di Di Pietro. Chiunque si sta rendendo conto che queste gaffe, una dietro l'altra, sembrano troppo dilettantistiche per essere frutto solo dell'incapacità. Eppure a ben vedere Prodi è si un mistificatore immobilista, ma non uno stupido.

 

Disaccordi nella maggioranza

Disaccordi nella maggioranza
 

Si salvi chi può

Strano deja-vu quello di oggi. Mi sembra di vedere il Silvio Berlusconi alle amministrative di qualche anno fa. Anche allora, sulla rimonta di Fassino e Rutelli, il leader della Casa delle Libertà aveva minimizzato tralasciando il dato del malcontento. Errore che gli fu fatale. Come il Cavaliere di allora oggi la sinistra minimizza sulla sconfitta. A Romano Prodi, impegnato in Francia con Sarkozy, sarebbe bastato vedere il sorriso a paresi di Vannino Chiti nella trasmissione Porta a Porta di ieri, per rendersi conto della reale situazione dei suoi luogotenenti. Oppure gli sarebbe bastato vedere l'imbarazzo di Mastella (seduto fianco a Chiti) o peggio ancora sentire il ministro Di Pietro tirare acqua al suo mulino (Italia dei valori) davanti alla sconfitta dell'Unione ribadendo che lui ed il suo partito avevano aumentato il voti. Segnali importanti che sottolineano come ormai - ad un solo anno di distanza dal quel famigerato 9 di Aprile - i marinai stiano già abbandonando la barca per colpa di qualche "iceberg" di troppo.

 

In fondo, poteva andare peggio

Il sinistra centro gongola per l’ottimo risultato alle amministrative visto che, contro ogni previsione, qualcuno lo vota ancora. Non sono moltissimi, non sono convintissimi, ma la crocetta la mettono lo stesso sperando che il buon Dio, quello cattolico o quello ateo non importa, cominci a darsi da fare per salvare la baracca.

 

Confindustria non esiste

Come non esistono del resto tutti gli associazionismi italiani, che tanti anni fa saranno anche serviti a qualcosa. Ora invece sono diventati solo autoreferenziali e solo servi di quei pochi potenti che le foraggiano. Questa è la realtà. Quindi figuriamoci quando parliamo di un sindacato d'impresa potente come quello di Confindustria. Oggi Luca Cordero di Montezemolo, all'assemblea generale degli industriali italiani al Parco della Musica di Roma, ha parlato ai soliti noti, a quelli che gli pagano "la retta" annuale per mantenere le identità regionali e provinciali che compongono l'associazione più grande delle imprese italiane. Nelle prime file le solite persone ed i soliti poteri forti, politici ed economici.

 
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