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Ulivo

Il Cav tende la mano a D'Alema

E' inutile che si stiamo a prendere in giro, le intercettazioni sul caso D'Alema/Unipol hanno un fattore politico e non penale. Magari moralmente discutibile se vogliamo, ma non stiamo a prenderci in giro, la politica va per forza di cose a braccetto con l'economia, ed il potere politico in Italia viene rafforzato da quello delle Banche (almeno da noi, da altre parti funziona anche diversamente). Quello che invece stupisce è stata la sinistra che per anni ha inveito ipocritamente contro Berlusconi ed il suo conflitto di interssi. Ma ancora più interessante è sottolineare come all'epoca una parte della sinistra stava puntando parecchio sulla scalata all'Unipol, mentre un'altra parte no. Fino al punto di mettere i bastoni fra le ruote. E così poi alla fine è successo. Facendo un rapido calcolo possiamo quindi intuire come già da allora la futura maggioranza di governo fosse già divisa al suo interno. Divisioni "sottocoperta" ma che alla fine sono e risulteranno fatali. Ma non finisce qua perchè di certo non ho intenzione di sparare a zero su D'Alema e soci, come fecero loro su Berlusconi.

 

L'ultima spiaggia

In questo periodo Romano Prodi se la passa male. Persino i suoi servi si rendono ridicoli cercando di assecondarlo. E nel tentativo di salvarsi, il prof sta cercando di accentrare su di se tutte le responsabilità. Fateci caso: ha voluto fortemente la leadership del Partito Democratico tenendo buono (non si sa come) i suoi alleati dopo il capitombolo elettorale che di fatto ha bocciato prima del nascere il progetto "dell'asinello" e ha attirato l'attenzione destituendo il generale Speciale dal suo incarico salvando Visco ed il governo da un naufragio certo, per via della mozione di Di Pietro. Chiunque si sta rendendo conto che queste gaffe, una dietro l'altra, sembrano troppo dilettantistiche per essere frutto solo dell'incapacità. Eppure a ben vedere Prodi è si un mistificatore immobilista, ma non uno stupido.

 
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