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Turchia

Ciak si gira! La Turchia invade l'Iraq

Se la seconda guerra mondiale scoppiò per una farsa inscenata il 31 agosto 1939 da tedeschi travestiti con uniformi polacche che incitavano all’aggressione contro la Germania, perché un’altra sceneggiata non potrebbe scatenare un’incursione della Turchia in Iraq?

 

Turchia: velo sì, bikini no

Il vento che soffia sui Dardanelli sta sollevando un cattivo odore per i difensori della laicità dello stato turco. Mentre ad Ankara si festeggia l’anniversario della guerra di liberazione con cui Ataturk fondò la Turchia secolarizzata, il sindaco di Istanbul, la più grande città turca, ha proibito ai grandi centri commerciali di esporre cartelloni i pubblicitari di costumi da bagno sulle vetrate prospicienti le strade. Le pubblicità non ritraggono altro che provocanti modelle in bikini, un marketing decisamente convenzionale e scialbo per i palati occidentali – ma basta e avanza per scatenare l’inquisizione islamica che sembra ispirare l’amministrazione cittadina del sindaco Kadir Topbas. Ai centri commerciali era stato imposto di richiedere una fantomatica autorizzazione alle autorità comunali, salvo poi respingere la domanda una volta presentata.

 

Un momento cruciale per la Turchia

Daniel Pipes ancora ci sottolinea il momento delicato Turco, arrivando alla conclusione che, forse, Washington non dovrebbe più sostenere l'AKP ma piuttosto i secolaristi che sono alla fine gli alleati naturali degli USA.
di Daniel Pipes
New York Sun 15 maggio 2007

Pezzo in lingua originale inglese: A Critical Moment For Turkey

 

Un milione di musulmani moderati in marcia

"I recenti avvenimenti in Pakistan ed in Turchia dimostrano che i musulmani moderati non sono una chimera". Così Daniel Pipes ribadisce ancora una volta il fatto che l'Occidente debba stare al fianco e supportare i musulmani moderati, che forse sono più numerosi di quel che sembra.

di Daniel Pipes New York Sun 8 maggio 2007 Pezzo in lingua originale: Ignoring Moderates Empowers Extremists

 

Democrazia alla Turca

In Turchia la Corte Costituzionale, forzando regole e precedenti, ha annullato a gran maggioranza le elezioni presidenziali che avrebbero consegnato il controllo delle principali istituzioni al partito islamico, ancorchè sedicente moderato. La storia è interessante aldilà delle vicissitudini turche perchè stimola qualche riflessione sui "massimi sistemi".

 

Turchia: Voglia di laicità oppure è solo opportunismo?

Il primo turno del voto per l'elezione del Presidente della Repubblica Turco aveva innescato un'aspra crisi fra l’esercito ed il governo, accusato di mettere a repentaglio il principio della laicità, in vigore nel Paese. Venerdì scorso, nel primo turno di voto, 361 deputati erano presenti in aula. Il Chp, maggiore partito d'opposizione, aveva boicottato la seduta e presentato ricorso alla Corte costituzionale. Dei 361 deputati presenti, 357 avevano votato in favore del candidato unico, il ministro degli esteri Abdullah Gul, designato dal filoislamico Akp.

 
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