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L'Italia riparte, anzi no

L’anno scorso titolarono così il grande progetto di rilancio del Paese imperniato su una rinnovata aggressività fiscale alla quale era stata affidata la mission di recuperare denari freschi da buttare nei pozzi senza fondo della spesa pubblica. Operazione riuscita e Paese che, invece di ripartire, ha sprecato il fattore “C” che accompagna Prodi abbandonando la leggera speditezza del passo per rimettersi ad ansimare.

E, da tre giorni, piegato sulle ginocchia a causa dell’ennesimo conflitto scoppiato sui prezzi dei carburanti e sulla concorrenza straniera che sta facendo una sacrosanta pulizia di un settore economico che ha vissuto dei benefici influssi della politica pro-FIAT perseguita da ogni governo repubblicano post bellico.

 
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