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Thyssen Krupp

Buon anno al lutto ipocrita

Dopo la morte del settimo operaio rimasto coinvolto nel rogo delle acciaierie Thyssen, scatta la corsa all’adozione dell’iniziativa più ipocrita. Naturalmente non sono mancate le immediate dichiarazioni dei politicanti, su tutti il più direttamente interessato, cioè Chiamparino. Ma anche gli altri non si sono fatti mancare niente e via promesse e “Mai più stragi simili”, “La sicurezza sarà la priorità”, “Chi ha sbagliato deve pagare”, “Solidarietà alle famiglie”.

Roba trita e ritrita sentita centinaia di migliaia di volte, tanto che si potrebbe tranquillamente affidare ad un registratore la dichiarazione e spingere il tasto “play” alla bisogna.

 

Il sindacato che non c'è

Più della caciara della politica, sempre pronta a mobilitarsi sulla tragedia e altrettanto impaziente di mettersi in fila ai funerali per fare bella figura, stupisce la reazione del sindacato nazionale che attacca lancia in resta la Thyssen Krupp nel maldestro tentativo di chiamarsi fuori da ogni responsabilità circa l’accaduto. Ha ragione Giannino che su Libero (ripreso dal Legno Storto) sottolinea le timide ammissioni di esponenti non di primissimo livello della FIOM: il sindacato della sicurezza se ne frega, ma conta solo i cedolini che riesce a garantirsi, salvo poi insorgere quando il danno è fatto.

 
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