I governi italiani sono tradizionalmente permalosi, specie quando si sentono criticati dall’estero. In qualche caso hanno ragione, ma il più delle volte reagiscono come adolescenti di fronte al rimprovero dei genitori: sbuffano, si arrabbiano e piantano il muso.
Per non smentire la tradizione, anche Romanuccio Prodi si è seccato con l’OCSE il quale, solo qualche giorno prima, aveva provato ad usare parole cortesi nei confronti dell’operato del governicchio medesimo. Non che l’avesse esattamente promosso, ma diciamo che aveva avuto un qualche riguardo nel giudicare la situazione d’insieme.
Chiaro che la minoranza di governo non ha perso tempo e si è messa a gridare ai classici quattro venti quanto all’estero siano entusiasti di loro e ci è rimasta male perché, in tema di pensioni, il guanto di velluto si è trasformato in guanto di carta vetrata.