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tesoretto

Luna Park Italia

“Venghino, signori, venghino che lo spettacolo si va ad incominciare”. I buttadentro del luna park di governo si sgolano per attirare gli scettici passanti dietro alla tenda misteriosa ammaliandoli con la promessa solenne che il Grande Illusionista svelerà, infine, i misteri arcani della magia. I nobili escono radiosi dall’angusto teatro e dispensano generose benedizioni al popolino in trepidante attesa testimoniando che vedranno è tutto vero: sparizione di poveri e di scaloni, moltiplicazione dei tesoretti e mirabolanti guarigioni dallo stress della precarietà. Qualcuno, in coda al gruppo, si è abbandonato all’entusiasmo lanciando anche un provocatorio: “Più figa per tutti!”, ma è stato immediatamente ripreso dalla Palermi, invitta sollevatrice di pesi sociali, che non ha nascosto alcune perplessità sull’equità sociale e sulla correttezza politica dell’iniziativa.

 

Lo sciopero della gnocca

Sappiamo tutti che Padova si è candidata da tempo a luogo di sperimentazione sociale e che la sua amministrazione comunale (rossa) non teme di affrontare l’impopolarità assumendo decisioni che fanno discutere.
Qualche mese fa divenne un caso nazionale per la faccenda di Via Anelli. I meno smemorati si ricorderanno che, al di là di quello che predicano ai convegni, gli amministratori mancini sono capaci di scelte draconiane quando debbano risolvere problemi complessi. Siccome Via Anelli era diventata un ghetto di “extra”, per dirla alla Beppe Grillo, si decise di costruirvi intorno il muro della tolleranza, tardivo omaggio al più famoso confine dell’ex Germania divisa.

 
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