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storia

Autolesionismi palestinesi

Si dice che la storia non si ripeta, ma che talvolta vada "in rima". Vale anche per la vicenda palestinese, dove la storia non si ripete eguale a se stessa, ma in versioni rivedute e corrette, in cui gil arabi palestinesi sembrano ogni volta scegliere, pervicacemente, la soluzione peggiore. Calro Panella sintetizza molto meglio di quanto potrei fare io la vicenda della guerra civile palestinese del 1937-39, dove migliaia di morti arabi furono il prezzo per impedire la costituzione di due minuscole enclave ebraiche in terra palestinese:

 

Spediamo Fini a Baghdad

Non Gianfranco, quell'altro, Massimo, quello che ultimamente somiglia troppo spesso a Drieu La Rochelle. Perché Mises (il blog, non quell'altro) ha ragione, parola, per parola.

 

In cammino verso il baratro

Chissà come sarà contento Bertinotti della nuova iniziativa di popolo della quale si sono fatti promotori alcuni insegnanti inglesi a proposito di cosa sia emotivamente giusto insegnare durante le ore di storia. Secondo quanto riporta uno studio che si chiama “Teaching Emotive and Controversial History”, pare che i soliti volenterosi della tolleranza e della comprensione abbiano scelto di rinunciare a trattare alcuni argomenti perché islamicamente scorretti. Tra questi, l’Olocausto, la schiavitù e le crociate. Il motivo è che gli imberbi (per adesso) studenti potrebbe risentirne psicologicamente o, nel peggiore dei casi, offendersi.

 
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