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Speciale

La verità, vi prego, su Speciale

Mentre scrivo sto vedendo "Otto e Mezzo", dove Giuliano Ferrara e il suo soprammobile stanno intervistando Roberto Speciale, l'ex comandante della Guardia di Finanza che si è dimesso ieri dopo essere stato reintegrato dal Tar. E sento dire e ripetere a loop che Speciale è stato defenestrato perché non avrebbe ottemperato all'ordine di Vincenzo Visco di sostituire quattro ufficiali della GdF "che indagavano sul caso Unipol". Visco ha negato, e la cronaca dei fatti, in bocca al viceministro, assume un tono diverso: Speciale gli presenta qualche tempo fa un piano di avvicendamenti comprendenti l'intero comando della Gdf. Si fa ogni tre anni, è normale. Visco nota che tra le sostituzione non ci sono quelli che lavorano a Milano, ne chiede ragione e il generale risponde che siccome quelli là stanno lavorando a inchieste importanti è meglio che rimangano al loro posto.

 

Una classe dirigente di pagliacci e di incapaci

Violante ha deciso di lasciare il Parlamento, almeno così dice. Simpatico ragazzo questo politicante da quattro sghei che rilascia interviste sui suoi propositi di ritiro e ci aggiunge, senza bagnarsi del sudore dell’imbarazzo, che la decisione risale a due anni fa. Son strani forte questi qua: secondo il Violante-pensiero è assolutamente conseguente decidere di lasciare il Parlamento e, nel giro di sei mesi, ricandidarsi bellamente a farne parte. Probabilmente, si è sentito chiamato all’eroico sacrificio perché il Paese aveva bisogno. Va bene, diamo atto al nostro uomo di aver subito “obtorto collo” una imposizione e di aver dovuto rimandare i propositi di ritiro. C’è da dire soltanto che siamo veramente fortunato ad avere a disposizione gente che non ha paura di sacrificare se stessa fino all’ultima goccia pur di garantire al Paese un futuro migliore.

 

La fabbrica dei deficienti

La scuola italiana è rimasta l’ultima, anacronistica catena di montaggio dell’industria pubblica gestita dallo Stato. Centinaia di migliaia di alienati, assolutamente privi di un qualsiasi interesse per ciò che ci vanno a fare, girano meccanicamente le chiavi inglesi del loro moderno pensiero educativo sulle scarse e tenaci rotelle dei giovani virgulti che passano sonnecchiando sul nastro trasportatore. Da quando è caduta definitivamente nelle mani dell’orgoglio intellettuale della sinistra, quella tutti diritti e doveri niente dei reduci della stagione della fantasia al potere, ha intrapreso il suo mesto cammino in discesa consegnandosi senza combattere al principale nemico della cultura. Non è un mistero, infatti, che il rigore ideologico dei padri degli attuali tifosi di Unipol preferisse di gran lunga un popolo “formato” secondo dottrina ad uno dotato degli strumenti culturali adatti a formarsi un giudizio autonomo.

 

La Repubblica delle banane

Il governo ha stabilito, a suo parere, che Roberto Speciale è un bugiardo. Non si capisce allora perchè si voleva far accomodare il generale della Guardia di Finanza alla Corte dei Conti (passaggio peraltro bocciato dalla stessa ragioneria di Stato dato che l'avvicendamento non è stato firmato). Un controsenso che determina la cattiva buona fede del governo in carica che prima ha detto che Speciale è un falso dandogli però poi un contentino per tenerselo buono, aumentando ancora di più i sospetti in questa vicenda. Il massimo però lo abbiamo toccato ieri sera a Palazzo Madama. A mia memoria mi è difficile ricordare quello che ho visto dal canale satellitare del Senato. Si votavano infatti le mozioni e gli ordini del giorno presentati sia dalla maggioranza che dall'opposizione riguardo l'operato del governo nel caso Visco/Unipol/Speciale.

 

E' tutto falso!

Verità? No grazie. Un governo che ha mangiato tutto rischia di finire strozzato dall’unico boccone indigesto – la verità. La menzogna è una vocazione naturale per il politico. Si mente al mattino, a mezzogiorno, alla sera, in casa e fuori casa, sotto le coperte e nei letti altrui. Figurarsi in parlamento. Ma quando il politico è accerchiato dalla realtà non può più aprire bocca. L’unico suono che emette ogni parte del governo è soltanto il puzzolente sibilo della menzogna marcita. Così la verità resta fantascienza e la realtà è un miraggio. Speciale è un pidduista; Calvi si è impiccato sotto un ponte di Londra; il DC-9 di Ustica era pieno di suicidi; Moro si è sparato da solo e alla stazione di Bologna giocavano coi petardi, e così via scorrendo il lungo elenco di suicidi, attentati accidentali e altri disguidi tecnici. La stessa regola va applicata anche al presente: Prodi è un leader, la sinistra governa, il governo è sostenuto dalla maggioranza. Maggioranza?

 

Napolitano: due pesi e due misure

Come sempre certi fatti passano in sordina, come per esempio lo scandaloso comportamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. D’altronde non c’è da stupirsi, visto il giornalismo schierato che caratterizza gran parte dei nostri media.
I fatti sono due e ci fanno pensare al famoso adagio “due pesi e due misure”. Sì, perché il capo dello stato ha proprio agito in tal senso. Prendete gli appelli della Cdl a che il presidente intervenisse, in quanto capo delle forze armate, nella vicenda del generale della GdF Speciale. In quel frangente Napolitano addusse motivi quanto mai banali e scontati, in parole povere fece lo scaricabarile, motivando la sua scelta con la necessità che tale tema fosse di competenza delle forze politiche e comunque del governo.
E va bene, ce ne faremo una ragione, abbiamo pensato.

 

Una vittoria che sa di sconfitta

Prodi salva nuovamente la ghirba per il rotto della cuffia affidando a Padoa Schioppa il compito di incassare la peggior figura immaginabile in diretta tivvù. Ma il caso Visco-Speciale, probabilmente, non finisce qui grazie all’ennesima intuizione di Calderoli che, se fosse impiegato esclusivamente a creare trappole, diventerebbe una risorsa insostituibile dell’opposizione. Ma andiamo con ordine. La relazione di Padoa Schioppa deve averla scritta uno di Repubblica perché è il peggior concentrato di calunnie dell’ultima ora messo su a casaccio per giustificare ciò che per altre vie non sarebbe stato possibile fare. In una ventina di minuti il ministro delle finanze, che presta la faccia a quella impresentabile di Visco, fa un ritrattino di Speciale che lascia esterrefatti.

 

And now ... Match Race!

Ho visto cose che voi umani ... Stamane a Radio24, tal On. LaTorre stretto collaboratore di d'Alema non si vergognava di sostenere che 'sto Speciale i panni sporchi li dovrebbe lavare più discretamente! Anche secondo l'Annunziata, uno dei tanti giornalai affetti da strabismo (ma non di Venere),  'sto rifiutar le "promozioni" da parte del Generale sarebbe palese violazione di quel senso dello Stato che dovrebbe animare ogni militare, perchè 'nzomma, "qui si mette in crisi il primato della politica". Sic. Mi domando: ma c'è veramente qualcuno, loro inclusi, talmente abbruttito da credere a cotali ribaltamenti di frittata?

 

Repubblica soccorre Visco: Speciale è della P2

Io proporrei all’attuale minoranza di governo di chiudere l’Unità e di sostituirla in toto con Repubblica che, rispetto agli organi di partito ufficiali, dimostra maggiore solerzia e maggiore creatività nel soccorrere i bisognosi di aiuto fregandosene serenamente dei fatti. Uno dei suoi migliori elementi è sicuramente Giuseppe D’Avanzo, uno “con dei contatti”, la cui fama è ingiustamente minore di quella di Travaglio pur avendo dimostrato di poterlo surclassare anche con le mani legate dietro la schiena. Il suo articolo odierno è un capolavoro autentico, da leggere tutto d’un fiato denso com’è di rivelazioni scioccanti e di retroscena che (di) mostrano quanto i “poteri forti” possano disporre a piacimento del destino del Paese.

 

Quelli che non sanno cosa sia la democrazia

Siamo noi, quelli che stanno all’opposizione, a non sapere cosa sia la democrazia. E siamo non solo rei confessi, ma orgogliosi di non sapere cosa sia “questa” democrazia. Noi ignoriamo del tutto come si possa definire democratico un governo che impone ad un suo rappresentante di riconsegnare una delega senza motivazioni fondate (questa è la versione ufficiale), ma perché il parlamento è nervoso e che si comporta da mafioso con un generale della Guardia di Finanza che risponde ridicolizzando il presidente del consiglio rispedendo al mittente il contentino della nomina alla Corte dei Conti. Noi non sappiamo quale alta prova democratica sia una sospensione temporanea di un incarico a un vice ministro perché è fin troppo evidente che si tratti dell’ennesimo escamotage per salvare la seggiola. Noi non sappiamo che democrazia sia questa, ma sappiamo che non è una democrazia degna di questo nome: è occupazione di potere, arrogante presunzione che la gente sia fessa e fede assoluta nell’impunità di casta.

 
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