
Correva l'anno millenovecentosettantacinque e lo studente Tuvia Hacholev non sopportava il Latino, perche' non aveva mai capito a cosa potesse servire quella antichissima lingua, usata ormai da poche migliaia di persone al mondo.
Tuvia, cosi' lo chiameremo d'ora in poi, si dedicava nel suo tempo libero a organizzare un movimento giovanile per realizzare il sionismo socialista nei kibbutz in Israele.
Cose dell'altro mondo, si direbbe.
Il movimento giovanile si chiamava "La Giovane Guardia", in ebraico "Hashomer Hatzair".
Poi il signor Tuvia ando' a vivere in Israele.
Poi, di colpo, arrivo' l'anno millenovecentoottantadue e sulle alture del Golan era da un sacco di tempo che non c'erano incidenti di rilievo. Siccome Assad voleva tenere Damasco protetta, la guerra verso Israele andava fatta passando dal Libano, con o senza Hezbolla', con o senza OLP, con o senza i cristiano-maroniti, con o senza drusi, con o senza i finanziamenti iraniani.
Ma andava fatta.
Siria
Terra di nessuno
Iraq: La strategia funziona
Le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto. I primi sentori erano già arrivati dal rapporto al Congresso del generale Petraeus, ma ora i dati indicano chiaramente una svolta sensibile nell'approccio degli Usa al conflitto iracheno. I numeri ed i segnali incoraggianti che continuano ad arrivare dall'Iraq sono palesi e non mentono. Settembre è stato il mese meno sanguinoso dell'anno come numero di militari americani e civili iracheni rimasti uccisi. Fonti di Baghdad hanno fissato a 827 il numero dei civili morti nel mese appena concluso, con un calo del 48% rispetto ad agosto. Nello stesso tempo, il bilancio dei caduti americani è stato di 66 militari uccisi, il totale più basso dall'agosto 2006.






