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sinistra

Epurato

Veltroni ha un unico obiettivo: diventare il signore incontrastato della sinistra riformista. Poco importa al "Uolter" nazionale perdere o vincere le elezioni. L’importante è far piazza pulita dei suoi nemici che, guarda caso, si trovano tutti nel Partito Democratico. La pulizia, tra l’altro, ha già avuto inizio e la prima sparizione eccellente porta il nome di Romano Prodi.

 

Il PD non è più di sinistra

Domandina: La izquierda radical se siente abandonada por su decisión de presentarse solo. Y usted evita pronunciar la palabra izquierda...

Rispostina: Es que somos reformistas, no de izquierdas. Los ciudadanos son ciudadanos antes que nada. No se levantan diciendo soy de centroderecha. Hemos cerrado la alianza con ellos porque las diferencias eran abismales en muchos campos. Hemos tenido el valor de decirlo, y ahora la cosa está cada vez más clara.

A “El PaìsUolter affida l’ultima, decisiva sterzata nuovista del Partito Democratico e completa la giravolta necessaria a non rimediare una batosta spettacolare alle elezioni.

 

Castrazione chimica o culturale?

Il vero programma del Partito democratico (ma anche no) contiene davvero tutto ed il suo contrario, castrazione chimica compresa. Come è già stato fatto notare, tuttavia, quando a proporla era Calderoli, apriti cielo. Se la propone l'idolo dei salotti, allora la "grande stampa" si pone nella classica posizione genuflessa e comincia a dibatterne.
Non so come andrà a finire quella chimica, ma certa gente si è già castrata persino il cervello.

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Gli imbecilli siamo noi

Cominciamo da qui: “Andare al voto da soli è un lusso che la situazione del paese non ci consente”. Parole e musica sono di Rosy Bindi, seconda classificata alle primarie del piddì, prodiana incazzata e incazzosa, convinta che la probabilissima sconfitta del PD alle eventuali elezioni anticipate sia un lusso che noi - noi dico il paese - non ci possiamo permettere.

Ma è interpretazione forzata, la mia perché la signora, al pari dell’intero arco costituzionale dei suoi complici (pardòn, colleghi), usa indifferentemente i termini “paese” e “democrazia” come sinonimi di “partito”. E siccome si tratta di significati ampiamente condivisi, da quando Prodi si è consegnato al plotone di esecuzione senatoriale, è tutto un proliferare di gente che si preoccupa degli interessi fondamentali del paese e della salute della democrazia.

 

Il mare d'inverno

Visto che siamo un paese di poeti, la finanziaria per l’anno prossimo non poteva mancare di inserire un provvedimento di redistribuzione sociale che permettesse anche alle classi più povere di partecipare dello spettacolo malinconico che solo una spiaggia deserta di novembre sa offrire. Se fino a ieri questo tuffo nell’idillio cupo e solitario delle burrasche autunnali era riservato ad un’elite di concittadini liberi di gestire a piacimento il proprio tempo e dotati delle necessarie risorse economiche, dall’anno prossimo l’ingiustizia sarà eliminata.

 

Mario Capanna e certi identitari, collettivisti riuniti contro il progresso

Ho sempre avuto il sospetto che una parte della destra identitaria sia costituita da collettivisti socialisti in libera uscita, relitto di un'altra, non proprio felice, epoca, quella dei totalitarismi trionfanti. Un post di fareverdecagliari mi ha tolto ogni dubbio. Sia per il merito della questione, che per l'alleanza, davvero contro natura per chiunque abbia tendenze non-comuniste, con il paraterrorista Mario Capanna.
Aspetto con ansia le consultazioni per tornare al mais ed al grano puramente naturali, oppure abolire l'orrore geneticamente selezionato da cui si sono ricavati i vaccini antipolio ed antidifterite.

 

Le illusioni di Silvio

E’ ormai da un bel po’ di tempo che Silvio Berlusconi parla di imminente caduta del governo e di elezioni anticipate. Ma i fatti lo hanno sempre smentito. E così anche stavolta è convinto che il governo cada sulla manovra finanziaria. Sarebbe bello se fosse davvero così!
Ma se ci basiamo sulle esperienze passate è difficile concordare col pronostico del Cavaliere. E Berlusconi, continuando con questa nenia, rischia di ottenere un effetto boomerang, cioè di ricompattare la maggioranza grazie all’antiberlusconismo. Una mossa quindi che può rivelarsi controproducente.
Bisognerebbe perciò evitare di strillare ai 4 venti la necessità di nuove elezioni.
E’ vero, il governo è già andato sotto una volta durante questa sessione di approvazione della finanziaria ed è anche vero che la cosa potrebbe ripetersi, ma non illudiamoci: Prodi ha la cocciutaggine di un asino e si ostina a dire che va tutto bene.
Le poltrone sono difficili da mollare, specie per una coalizione così variegata come quella del centrosinistra.

 

Rainews24, meglio della Stasi?

Non ancora, ma ci sono speranze. 100 redattori, 3mila telespettatori , questi i numeri di Rainews24, la rete Rai tristemente famosa per aver superato a sinistra la Rai3 comunista sovietica di TeleKabul. Mai così tanti hanno indottrinato così pochi, a spese del contribuente.

Il famigerato servizio segreto della ex Germania Est si vantava di avere a libro paga un suddito su dieci, però lì non c'era soltanto da confezionare le panzane, era anche necessario controllare che il popolo bue avesse ingoiato esca, amo e filo, oltre a far sparire chi non si beveva la versione governativa. Altri 200 redattori ed i nostri nostalgici del Valoroso Partito ce la potrebbero comunque fare: una versione all'amatriciana de Le Vite degli altri è a portata di spreco.

 

Modello tedesco, nazi-comunisti fuorilegge. Che ne pensa la sinistra?

Carlo Panella ben spiega perché In Italia il "sistema tedesco" sarebbe solo un pasticcio buono per evitare le urne o per reintrodurre il fallimentare sistema proporzionale fallimentare della Prima Repubblica.
Sicuramente il modello di legge elettorale tedesco può essere una soluzione per garantire una rappresentanza proporzionale ed è indubbiamente una soluzione migliore dello "scorporo" , per garantire insieme il diritto di tribuna. Le valutazioni positive, dal mio punto di vista, si fermano qui.

Adottare il modello tedesco significherebbe ben altro che modificare la legge elettorale, che di per sé non ha alcuna capacità di semplificazione: significherebbe riformare profondamente l'architettura politica italiana, sino alla modifica della Costituzione, ricorrendo forse a soluzioni drastiche riguardo la rappresentanza politica. Siamo pronti a farlo?

 

Il Giuramento di Rho

Il duce Uòlter ha giurato "sostegno leale" al Romano Sovrintendente, sopra le spade dei 2850 valvassini Piddì schierati a convegno costituente a Rho alle porte di Legnano. Altro che sue supposte convenienze ad andare a elezioni subito; come volevasi dimostrare, in barba alle speranze di tre quarti della plebe nonchè alla lucidità delle analisi di scribi, farisei e sepolcri imbiancati vari.
Sceso dai Colli Fatali (senza mollarli per la verità) per salvare l'unità dell'Imperio e la Casta dall'eresia antipolitica, il Nostro non è un avventuriero "o la va o la spacca" nè uno sprovveduto. Egli sa di necessitare innanzitutto di tempo, gli serve per mutare i 2850 "prodi" (!) in fedelissimi efficaci efficienti, cui affidare il takeover di ricchi feudi presidiati e monasteri fortificati.

 
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