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La contrattazione sindacale si fa in Autogrill

Anche per la stagione autunno-inverno di quest’anno si conferma la moda di occupare strade, autostrade, stazioni ferroviarie e qualsiasi luogo pubblico dove si possa creare disagio a chi non c’entra una mazza e mettere la conseguente pressione alle controparti.

 

Il sindacato che non c'è

Più della caciara della politica, sempre pronta a mobilitarsi sulla tragedia e altrettanto impaziente di mettersi in fila ai funerali per fare bella figura, stupisce la reazione del sindacato nazionale che attacca lancia in resta la Thyssen Krupp nel maldestro tentativo di chiamarsi fuori da ogni responsabilità circa l’accaduto. Ha ragione Giannino che su Libero (ripreso dal Legno Storto) sottolinea le timide ammissioni di esponenti non di primissimo livello della FIOM: il sindacato della sicurezza se ne frega, ma conta solo i cedolini che riesce a garantirsi, salvo poi insorgere quando il danno è fatto.

 

Se potessi avere, 30 euro al mese...

Alla FIAT si sono scoperti improvvisamente generosi e Marchionne ha ammollato un bell’aumento in busta paga ai quasi 76 mila dipendenti del mostriciattolo torinese in considerazione del fatto che quest’anno i conti vanno una favola.

Il totale del “regalo” ammonta a 30 euro mensili per tredici mesi tredici, cioè trecentonovanta all’anno a capoccia lordi cioè un bel po’ dei quali destinati alle fauci di Visco o versati nel pozzo senza fondo dell’INPS. Con un po’ di culo e senza grandi pretese, in tre mesi si possono comprare un bel lettore DVD ciascuno.

 

La sindrome di Lenin

La risposta classica agli allarmi berlusconiani sui mangiabambini dei soviet è ormai nota: il Cavaliere parla di un comunismo che non c’è più con lo scopo di radicalizzare ideologicamente la sua parte politica. E via con le analisi sulle specificità del comunismo nostrano, con le rivendicazioni sugli strappi con l’ex URSS e beatificazione berlingueriana. Poi leggi i giornali e anche il presunto moderato Dominici, sindaco di Firenze, non trova di meglio che dire di essersi ispirato ai metodi di Vladimir Il'ič Ul'janov – al secolo Lenin - per giustificare il testo dell’ordinanza sui lavavetri e rispedire al mittente Bertinotti le lagnanze sulla persecuzione degli ultimi. Ora, possono farne dieci di partiti democratici pseudo-riformisti, ma fino a quando la classe dirigente rimane quella formata alle Frattocchie il pantheon, anzi la cripta, degli dei ispiratori resta quello.

 

Il governo dei sindacati

L’acquisto dei rottami della compagnia aerea di bandiera non conviene neanche a chi era destinato a diventare monopolista sulle tratte golose sicché AirOne si ritira ufficialmente dalla competizione. La gara, però, resta aperta probabilmente in attesa che qualcuno risponda all’annuncio su Secondamano. Ovviamente, la faccenda interesserà poco perché queste sono le giornate della commedia buffa di Emma Bonino e dei risentimenti da “Avanti popolo” dei rifondaroli antiscalone. In realtà, AirOne ha mandato un messaggio bello chiaro ai nostri cultori dell’utopia statalista che si può sintetizzare in una considerazione banale assai:

 

Un popolo di usurati

Secondo Angeletti, sindacalista, gli italiani che fanno mestieri usuranti sono milioni ed essendo destinati ad essere esclusi dalla controriformetta dello scalone significa che detta controriformetta resterà lettera morta poiché, stante il numero di eccezioni, si potrà ben dire che le nuove regole riguarderanno un’esigua minoranza di sfigati. Per cui, inutile star tanto lì a discutere. Lo taglino e buona notte, qualcuno pagherà.

 
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