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sicurezza

Giustizialismi

Punire, punire e fortissimamente punire. Siamo di fronte alla gogna della berlina politica mediatica, voluta ed aizzata dalla parte peggiore del sistema paese. Quella parte di società preda e vittima della sua stessa mediocrità. Che mai sarà contenta e mai sarà saziata anche davanti all’ultima auto blu demolita; invidiosa di quello che non ha e che non potrà mai avere, non per colpa di qualcuno, ma solo per via della sua pochezza caratteriale ed intellettuale.

 

Ma non basta più neanche morire

In questo paese è assolutamente illusorio attendersi soluzioni concrete a qualsiasi tipo di problema. La massima ambizione possibile è quella di ottenere un poco di pressione mediatica sui rimbambiti governanti di turno e qualche provvedimento d’urgenza destinato a restare teoria. In altri termini, si tratta di puntare come massimo risultato alla soddisfazione temporanea del desiderio di vendetta.

Così registriamo, in piccolo, la ribellione della ministra Turco nei confronti della gestione dell’ospedale di Vibo Valentia che pare collocarsi un tantino fuori media circa la qualità dei servizi di cura offerti. Intanto sono morti in due per due sciocchezze, ma da adesso possiamo stare tranquilli perché Livia la Rossa afferma che:

 

Allo stadio col baby-renting

Siccome non ne abbiamo abbastanza dei nostri guai e degli incompetenti che se ne stanno occupando, registriamo pure il fondamentale contributo dell’indimenticato Michel Platini alla causa e prendiamo atto che la soluzione al problema della violenza padrona del calcio è di una semplicità sconcertante.

Secondo “le Roil’uovo di Colombo sta in questa idea fulminante consegnata alle pagine de “Il Giornale”:

«[…] obbligare tutti, dico tutti gli spettatori che entrano allo stadio a presentarsi con un bambino al seguito. Sarebbe l’antidoto migliore, ideale, qualcuno dovrebbe contare fino a dieci prima di alzare la voce o le mani».

 

La sicurezza degli autovelox

Per quei tre o quattro che ancora avessero difficoltà di comprendonio e si trovassero nell’infelice posizione di voler contestare le scelte di irrigidimento del presente governo, valga come paradigmatica la decisione di tagliare il numero dei distaccamenti della polizia stradale e, di conseguenza, il numero di pattuglie che se ne vanno a spasso in autostrada.

Le contestazioni, specie quelle che arrivano dalla sinistra radicale e che intonano il ritornello della deriva destrorsa alla quale si vanno abbandonando Prodi & Pinotti sono del tutto fuori luogo. Al contrario, lo schema è magnificamente coerente con l’idea di sicurezza che alberga nelle piccole menti dei nostalgici del socialismo reale, cioè pura repressione e nessuna prevenzione.

 

Un permesso di soggiorno a botta

Questo post qua, cioè quello che sto scrivendo e che voi state leggendo, doveva vedere la luce qualche giorno addietro allorquando la simpatica comitiva in gita politica che siede al governo elaborò i cinque provvedimenti denominati “pacchetto sicurezza” e prima che lo sciagurato di Tor di Quinto costringesse Uolterino a chiedere un intervento immediato di cosmesi comunicativa, cioè la trasformazione in decreto legge della una parte del progettone unionista di rientro nella legalità centrato sull’espulsione dal territorio dell’Impero Romano (o Romeno?) dei bruti residenti nelle baraccopoli sorte all’improvviso in riva all’Aniene.

 

Minchia! Signor tenente. Dedicato a chi sproloquia di sicurezza.

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Col senno di poi

Col “senno di poi” in Italia siamo diventati vecchi. Invece che prevenire, la nostra classe politica, da trent’anni a questa parte, ha sempre preferito curare il male conclamato, col risultato di non risolvere il problema alla radice, ma di trascinarlo fino all'implosione. Se fosse per qualche otturazione poco male, un po’ di trapano e via. Invece si tratta di altro e di ben più grave rispetto a protesi montate male o capsule incastrate alla bisogna.

 

Sicurezza, e tre! Il culo del sacco

C’è da dire che vivere in questo paese riserva sempre delle grandi soddisfazioni, per lo più dovute alla lungimiranza della nostra beneamata classe politica. Ne parlo in generale perché, con qualche rara eccezione, è un corpo dirigente che riesce costantemente ad infrangere ogni record di ignavia e arriva, quando arriva, con ritardi degni delle ferrovie nazionali.

In tre giorni tre è stato offerto il peggio del peggio del teatrino al quale siamo ben avvezzi e, siccome non ci facciamo mancare niente, durante l’ultimo atto (sperando che sia l’ultimo e non l’ouverture di qualcos’altro) va in scena la vendetta di piazza contro un gruppetto di rumeni e si chiude degnamente il cerchio con l’invio di alcuni di loro in ospedale in gravissime condizioni.

 

Facce da chiappe

«Di fronte ai ripetuti atti di violenza è necessario dare atti di concreta risposta. Quanto accaduto a Roma è gravissimo, ho convocato un Consiglio straordinario per accelerare una parte del pacchetto sicurezza. Non agiamo sull'onda della rabbia, ma determinati a mantenere un livello della sicurezza giusto e alto»

 

Capito il presidente del consiglio? Mica agiscono sull’onda montante della rabbia nel trasferire immediatamente in un decreto legge la parte del pacco sicurezza che riguarda la possibilità di espellere cittadini comunitari concessa ai prefetti. Per carità, è stata una scelta meditata: inizialmente l’avevano proposto in quella forma per vedere un po’ l’effetto che faceva e se stava bene con i tappeti nuovi. Poi, visto che il risultato era soddisfacente, l’hanno comprato subito.

 

Lo slalom sul pacchetto sicurezza

“Questa operazione risponde ad un progetto che ha come motore gli esponenti della sinistra più radicale che rappresenta chi non crede nella legalità”. Parole forti che certo non lasciano dubbi quelle dichiarate dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati il quale, davanti alla massiccia fuoriuscita dalla sua maggioranza di molti Ds, rispetto al problema della sicurezza del capoluogo emiliano, non ha dubbi:”Sono attriti che certamente si riproporranno anche dal punto di vista nazionale”.

 
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