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Senato

San Romano

Romano all’irto colle
Rimuginando sale,
Osserva il Quirinale:
”Così non si può far!”

“Se invece ti dimetti
Senza provar giochini
 andiamo in culo a Dini
E ti vo’ a reincaricar”.

Su’ Ceppaloni accesi
Sta Prodi scoppiettando:
Che il cacciator fischiando
E’ in aula ad aspettar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Annunciano da ieri,
Che stanno per schiattar.

(Nella foto, stormi d'uccelli neri)

 

Una vita da precario

Questo governo ha un modo curioso di legiferare e il Senato obbedisce a criteri ancora più curiosi nel valutare ogni singola manovra che Prodi e TPS hanno inserito nella legge finanziaria.

Stamattina hanno approvato l’articolo 93 che, per bocca della senatrice Palermi, rappresenta una grande soddisfazione per la sinistra bolscevica che da anni si batte per dare un futuro sereno ai circa 200.000 precari che orbitano in zona Pubblica Amministrazione.

 

Il club dei diversamente laici

Non provate a chiamare quelli che fanno grande professione di laicità, oggi, perché vi risponderebbe la segreteria telefonica. Sono andati al mare con qualche giorno d’anticipo, anche perché Ratzinger si è preso un po’ di riposo e, tacendo il papa, loro non hanno niente da dire.

Nemmeno su un argomento sul quale noi, baciapile elettori di centrodestra, ci siamo sorbiti pagine e pagine di ramanzine eticheggianti sui favoritismi indegni concessi alla chiesa cattolica.

 

La leggenda del pianista senatore

Su questo blog ci diamo delle grandi arie di intenditori della politica e ci consideriamo piuttosto astuti e smaliziati. E’ un’opinione nostra, frequentemente smentita dai fatti: si fa per ridere, naturalmente. Negli ultimi tempi ci siamo dilettati ad ipotizzare tutti gli scenari possibili sulla tenuta del governo, sulle convenienze dei singoli a mantenere la situazione così come sta oppure di spingere per andare al voto, abbiamo parlato di legge elettorale, del Piddì, del centrodestra, dei comunisti, perfino di soggetti apparentemente inutili come Capezzone e giù a sputar sentenze.

 

Prodi e la vittoria di Nikolajewka

Ieri, in Senato, hanno fatto le prove generali per vedere l’effetto che fa il dopo Prodi. Diciamo che la prima conta di chi sta di qua, chi sta di là e chi ancora non sa dove sta è cominciata. Non sono grandi numeri perché basta un raffreddore di qualcuno e in Senato può succedere di tutto, ma il pallottoliere dice che il governo è alla canna del gas e sempre più ostaggio dei nanopartiti, nuovi e vecchi. Lo stesso vale per l’opposizione che, fortunatamente, non ha incassato la vittoria grazie all’assenza strategica di Storace e della sua pattuglia D-Destra. Il risultato finale è la vittoria dell’ARMIR prodiano che si comporta eroicamente durante la sua piccola Nikolajewka e può continuare a sperare di raggiungere le retrovie dove lo attende una immeritata pensione.

 

Sul caso Selva, sembra che la gente abbia cambiato idea

Stando a quanto rivela Gianni Alemanno, pare che la gente, dopo aver subissato di preghiere il senatore di AN Gustavo Selva scongiurandolo di ripensarci e di non dimettersi - in questo subito accontentata per spirito di servizio dal senatore medesimo che ha ritirato le dimissioni -, abbia repentinamente cambiato opinione ed abbia iniziato a fare pressioni sul partito di Fini affinchè il dimissionario pentito venga espulso.

In attesa che Selva prenda atto della mutata situazione e si ridimetta dimostrando la stessa prontezza con la quale ha risposto alla sollevazione di popolo, continuiamo a seguire la vicenda con grande interesse perchè è questa gente qui che aiuta molto il centrodestra a guadagnare consenso e rispettabilità agli occhi dell'elettorato.

Però la gente è strana, questo bisogna pur ammetterlo.

(Nella foto, il taxi di Selva)

 

La Repubblica delle banane

Il governo ha stabilito, a suo parere, che Roberto Speciale è un bugiardo. Non si capisce allora perchè si voleva far accomodare il generale della Guardia di Finanza alla Corte dei Conti (passaggio peraltro bocciato dalla stessa ragioneria di Stato dato che l'avvicendamento non è stato firmato). Un controsenso che determina la cattiva buona fede del governo in carica che prima ha detto che Speciale è un falso dandogli però poi un contentino per tenerselo buono, aumentando ancora di più i sospetti in questa vicenda. Il massimo però lo abbiamo toccato ieri sera a Palazzo Madama. A mia memoria mi è difficile ricordare quello che ho visto dal canale satellitare del Senato. Si votavano infatti le mozioni e gli ordini del giorno presentati sia dalla maggioranza che dall'opposizione riguardo l'operato del governo nel caso Visco/Unipol/Speciale.

 

Una vittoria che sa di sconfitta

Prodi salva nuovamente la ghirba per il rotto della cuffia affidando a Padoa Schioppa il compito di incassare la peggior figura immaginabile in diretta tivvù. Ma il caso Visco-Speciale, probabilmente, non finisce qui grazie all’ennesima intuizione di Calderoli che, se fosse impiegato esclusivamente a creare trappole, diventerebbe una risorsa insostituibile dell’opposizione. Ma andiamo con ordine. La relazione di Padoa Schioppa deve averla scritta uno di Repubblica perché è il peggior concentrato di calunnie dell’ultima ora messo su a casaccio per giustificare ciò che per altre vie non sarebbe stato possibile fare. In una ventina di minuti il ministro delle finanze, che presta la faccia a quella impresentabile di Visco, fa un ritrattino di Speciale che lascia esterrefatti.

 
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