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scuola

La vera emergenza è l'ignoranza

I numeri sono impressionanti. 43mila domande, 18mila ammessi, 6mila presenti alla prova d’esame finita e consegnata da 4mila persone, 322 ammessi all’orale e 319 promossi. Gli altri, lo sciame di bestie che ambiva ad un posto da giudice, respinta con perdite a causa di insormontabili lacune nell’uso della grammatica e dell’ortografia. A rendere la disfatta ancora più tragica la considerazione che la platea dei concorrenti fosse composta da avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, titolari di dottorati di ricerca e di specializzazioni giuridiche.

 

Somari si diventa

Sui media non trova spazio lo studio dell’OCSE sulle performance scolastiche delle nostre giovani speranze quindicenni chiamate a competere con i loro pari età mondiali soprattutto in materie scientifiche. La ragione è chiarissima: i nostri sono in zona retrocessione sia come preparazione individuale sia come piccoli soldatini di un esercito pubblico in rotta prolungata.

 

Se si impiccano i migliori

Un paio di giorni fa, a Ischia, si è suicidato un ragazzino di 14 anni, dicono a causa di una continua azione di demolizione psicologica operata da tre coetanei poi segnalati all’autorità per azioni di bullismo. Sempre secondo quanto riferiscono gli organi di informazione, le pressioni si sarebbero concentrate sul fatto che il 14enne fosse un secchione, cioè uno che aveva la passione per lo studio e che a scuola incassasse notevoli successi.

 

Lebensraum: lo spazio vitale a scuola secondo il CEN

Non fate quella faccia lì che, tra poco, la domanda ve la faranno sul serio quando accompagnerete obbligatoriamente – e rigorosamente di persona – la prole a scuola. Eh si, perché oggi sono state pubblicate le norme CEN sugli standard di costruzione di sedie e banchi scolastici e tutti dovranno adeguarsi in fretta. Secondo gli esperti del Centro di Normazione Europea, e lo scrivo col giusto orgoglio di cittadino di una comunità internazionale che ne ha uno, le recenti analisi antropometriche dimostrano che i vecchi arredamenti non sono più adatti alla nostra eredità genetica e che il tempo della costruzione standard è finito.

 

Sei un deficiente

Sei un deficiente. Per cento volte una saggia insegnate italiana, di quelle che se ne vedono poche in giro, orgogliosa della propria funzione civile e morale, ha obbligato un suo infimo studente a riconoscere la verità. Per cento volte lo squallido esemplare di studente medio italiano, vertice di ogni bassezza, ha scritto il titolo della sua insignificante autobiografia: “sono un deficiente”. Infatti. Il padre dello studente, e qui non servono aggettivi per indicare il nulla più vuoto, ha citato in giudizio l’insegnante apostrofandola come questo padre è solito fare con sua moglie (le ha dato della “cogliona”) e ha chiesto un risarcimento di venticinquemila euro. E’ vero: se il denaro è lo sterco del diavolo, chi desidera la ricchezza si sente simile allo sterco. Nella sua inconsistenza sulfurea, che ricorda le sgradevoli esalazioni emanate dalle latrine intasate, questo genitore si ritrova senza i soldi desiderati, cioè senza lo sterco. Ma almeno ha risolto il futuro occupazione di una prole nata per sbaglio.

 

Maturità

 

La fabbrica dei deficienti

La scuola italiana è rimasta l’ultima, anacronistica catena di montaggio dell’industria pubblica gestita dallo Stato. Centinaia di migliaia di alienati, assolutamente privi di un qualsiasi interesse per ciò che ci vanno a fare, girano meccanicamente le chiavi inglesi del loro moderno pensiero educativo sulle scarse e tenaci rotelle dei giovani virgulti che passano sonnecchiando sul nastro trasportatore. Da quando è caduta definitivamente nelle mani dell’orgoglio intellettuale della sinistra, quella tutti diritti e doveri niente dei reduci della stagione della fantasia al potere, ha intrapreso il suo mesto cammino in discesa consegnandosi senza combattere al principale nemico della cultura. Non è un mistero, infatti, che il rigore ideologico dei padri degli attuali tifosi di Unipol preferisse di gran lunga un popolo “formato” secondo dottrina ad uno dotato degli strumenti culturali adatti a formarsi un giudizio autonomo.

 

Scuola di eccellenza 5/Canne

 

Scuola di eccelenza/Lapdance

 

Carabinieri educatori e Grande Fratello: la scuola si rinnova

La sinistra italiana odia la scuola – sia quella pubblica sia quella privata -, è un dato di fatto. Dopo averne demolito l’impianto iniettandole il virus del sei politico in nome dell’egualitarismo da senzatetto cerebrale e averla riempita di professori che di enciclopedico hanno solo l’ignoranza e l’inadeguatezza al compito, oggi si appresta a darle il colpo di grazia affidandola alle sapienti mani di Beppe Fioroni e di Livia Turco, due soggetti che in un paese appena normale non solo non sarebbero ministri, ma sarebbero amorevolmente custoditi in luoghi specializzati.

 
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