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Col senno di poi

Col “senno di poi” in Italia siamo diventati vecchi. Invece che prevenire, la nostra classe politica, da trent’anni a questa parte, ha sempre preferito curare il male conclamato, col risultato di non risolvere il problema alla radice, ma di trascinarlo fino all'implosione. Se fosse per qualche otturazione poco male, un po’ di trapano e via. Invece si tratta di altro e di ben più grave rispetto a protesi montate male o capsule incastrate alla bisogna.

 

L'opposizione a lezione di coerenza

Romeno Prodi, ripresosi dall’entusiasmo per la mattinata spesa all’anagrafe a guardare un Paese che non c’è, oggi torna sulla terra e invoca il voto favorevole della CdL sul decreto sicurezza stabilendo se e quali obbiezioni, eventualmente, possa fare l’opposizione. “Sono problemi loro, ma l'opposizione non può fare obiezioni sostanziali sul decreto legge sulla sicurezza, altrimenti contraddice la propria posizione”.

Quindi l’opposizione non può neanche sognarsi di porre obbiezioni sostanziali pena la caduta in contraddizione su posizioni omai storicamente consolidate sul delicato argomento.

 

Sicurezza, e tre! Il culo del sacco

C’è da dire che vivere in questo paese riserva sempre delle grandi soddisfazioni, per lo più dovute alla lungimiranza della nostra beneamata classe politica. Ne parlo in generale perché, con qualche rara eccezione, è un corpo dirigente che riesce costantemente ad infrangere ogni record di ignavia e arriva, quando arriva, con ritardi degni delle ferrovie nazionali.

In tre giorni tre è stato offerto il peggio del peggio del teatrino al quale siamo ben avvezzi e, siccome non ci facciamo mancare niente, durante l’ultimo atto (sperando che sia l’ultimo e non l’ouverture di qualcos’altro) va in scena la vendetta di piazza contro un gruppetto di rumeni e si chiude degnamente il cerchio con l’invio di alcuni di loro in ospedale in gravissime condizioni.

 

Laudato sii, o mi Signore!

Aspettiamo fiduciosi che i resti del corriere della sera si ricompattino definitivamente attorno al nuovo target di mercato che si prefigge di raggiungere assumendo editorialisti più adatti a farsi comprendere dal popolo dei clienti degli astrologi. Per ora, mentre siamo in mezzo al guado della trasformazione, dobbiamo accontentarci di gente come Sergio Romano e delle acrobazie logiche nelle quali si produce oggi e che devono essergli costate ore e ore di brainstorming in compagnia di frequentatori dei peggiori bar di Caracas.

 

Facce da chiappe

«Di fronte ai ripetuti atti di violenza è necessario dare atti di concreta risposta. Quanto accaduto a Roma è gravissimo, ho convocato un Consiglio straordinario per accelerare una parte del pacchetto sicurezza. Non agiamo sull'onda della rabbia, ma determinati a mantenere un livello della sicurezza giusto e alto»

 

Capito il presidente del consiglio? Mica agiscono sull’onda montante della rabbia nel trasferire immediatamente in un decreto legge la parte del pacco sicurezza che riguarda la possibilità di espellere cittadini comunitari concessa ai prefetti. Per carità, è stata una scelta meditata: inizialmente l’avevano proposto in quella forma per vedere un po’ l’effetto che faceva e se stava bene con i tappeti nuovi. Poi, visto che il risultato era soddisfacente, l’hanno comprato subito.

 
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