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Rignano Flaminio

Garantismo laico col cappio

Uno egli atteggiamenti che preferisco, e che accomuna l’oltranzismo cattolico e veterocomunista, è il modo porsi nei confronti del sistema con il quale si pretenderebbe di dispensare la giustizia. I troppi rappresentanti delle due categorie di cui sopra hanno una visione, per così dire, un filino etica sull’argomento per cui, appena si trovano di fronte alla sola ipotesi di un reato, sputano sentenze moralistiche immediate fottendosene allegramente delle prove. Ahimè, anche su queste pagine.

 

Possiamo ancora domandarci chi è stato?

I bambini della scuola elementare di Rignano Flaminio si sono inventati tutto? E’ questa la domanda paradossale a cui siamo spinti con incredibile vigore dal procedere delle inchieste. Ma la vera domanda è un’altra: perché in Italia è così difficile trovare i colpevoli? Non è soltanto un problema tecnico nella procedura delle inchieste, anche se fa rabbrividire la difficoltà di concordare persino sull’attendibilità delle perizie psichiatriche. Se il dissenso inizia già qui, figurarsi cosa viene dopo – o meglio: tutto quanto non viene. La difficoltà di dare un nome ai colpevoli rappresenta la difficoltà stessa di immaginare un colpevole per un crimine così raccapricciante. Persino la Cassazione si corregge da sola per precisare che non si deve cercare i colpevoli “fuori” dalla scuola. Né dentro, né fuori: ma allora dov’è il colpevole?

 

L'orco dentro

Su queste pagine non ci si era volutamente occupati del villaggio dei mostri, al secolo Rignano Flaminio, per due motivi: il primo è che siamo allergici alle esecuzioni di piazza (tutte), il secondo è che chi scrive ha una bella esperienza diretta sull’argomento e sa benissimo, meglio di tanti Imam dalla Fatwa facile, come funzionano le cose quando si parla di certi reati.

 
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