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Prodi

Epurato

Veltroni ha un unico obiettivo: diventare il signore incontrastato della sinistra riformista. Poco importa al "Uolter" nazionale perdere o vincere le elezioni. L’importante è far piazza pulita dei suoi nemici che, guarda caso, si trovano tutti nel Partito Democratico. La pulizia, tra l’altro, ha già avuto inizio e la prima sparizione eccellente porta il nome di Romano Prodi.

 

Sedotti e abbandonati

Romano Prodi si incammina lentamente verso l’oblio e, deposte le armi, si abbandona alla fase più meditativa e feconda del suo percorso politico. L’uomo, finalmente libero dall’oppressione del compito più squisitamente operativo, adesso si apre ad una riflessione generale sui problemi del paese e senza condizionamenti.

Si capisce il travaglio di chi, messosi generosamente al servizio del paese, si sente in qualche modo ingiustamente rifiutato da una società troppo ancorata ai suoi cronici difetti e incapace di comprendere fino in fondo la rivoluzione abortita.

Una rivoluzione - giova ricordarlo - difesa con una forza d’animo che ha pochi precedenti nella storia repubblicana, ma soffocata sul nascere dal complotto dei mai domi poteri occulti e reazionari le cui mefitiche influenze hanno avuto la meglio perfino su uno statista di tale sublime levatura.

 

Batracomiomachia

Il mandato di pochi giorni fa, dato dal Presidente della Repubblica a Franco Marini, non mi ha stupito. L’incarico esplorativo - per sondare un possibile governo che si dedichi alla legge elettorale - ha però un certo gusto “retrò” ed assomiglia molto a qualcosa di già visto: la crisi del primo governo Prodi e la nascita del governo D’Alema.

 

Onorevoli colleghi!

Egregi senatori,
colleghi tutti,
parlamentari,
 
Io son qui tra voi, e parlo in dissenso con il mio gruppo. Ma non dissento perché sono d'accordo con l'opposizione. E quindi vi potete anche risparmiare l'applausino ironico. Io dissento perché dissento da tutti e due.
 

 

San Romano

Romano all’irto colle
Rimuginando sale,
Osserva il Quirinale:
”Così non si può far!”

“Se invece ti dimetti
Senza provar giochini
 andiamo in culo a Dini
E ti vo’ a reincaricar”.

Su’ Ceppaloni accesi
Sta Prodi scoppiettando:
Che il cacciator fischiando
E’ in aula ad aspettar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Annunciano da ieri,
Che stanno per schiattar.

(Nella foto, stormi d'uccelli neri)

 

Che mondo sarebbe senza Mastella

Posso dirlo? A me Mastella e quelli come lui mi fanno paura. Ho la scusante che ancora non ho letto tutte le carte sui fatti, e l'aggravante che ieri sera l'ho visto dal vivo a Porta a Porta. E la gente, dal vivo, si sa che fa più paura rispetto a quando li leggi sui giornali. Per questo la tv dovrebbe essere vietata ai minori di 18 anni, perché li impressiona se per caso - tra trasmissioni educative come un cartone di un Porkomond che tartarugheggia sparando spade, una trasmissione dove ti raccontano che per essere talentuoso devi essere bravino a scimmiottare, un programma tv che mostra le grazie di veline davvero molto magre - beccano un telegiornale o, peggio, un Porta a Porta come l'ho visto io. Ma ora sto divagando. Andiamo avanti sul topic, invece.

 

Altarini italiani

«Vorrei sapere perché io sarei concusso per una nomina (caso Bassolino ndChris) e per tutte le altre nomine non ci sarebbero nè concussi nè concussori. Può non piacere il sistema che sta dietro ai giochi della politica, ma questo è».

 

Prodi debunked: quante balle, Mr. President!

E’ venerdi, lo so, e tutti hanno in testa soltanto spumante, veglione, ricchi premi e cotillons. Non mi sento neanche di dar torto a chi ha già deciso di chiudere i conti con il 2007 e confida nello stellone del 2008 per provare ad uscire dalla melma. Tuttavia, la conferenza stampa di fine anno della mortadella più indigesta d’Italia, merita pure qualche chiosa e un paio di precisazioni perché non si può mica far finta di non aver sentito i deliri prodiani sulle meraviglie dell’attività di governo. Ora, non è che ritrascriviamo il testo del discorso perché ve lo potete godere qui, ma ci contentiamo di fare la punta a qualche passaggio per smontare la favola del presente radioso e del futuro Eldorado che abitano solo ed esclusivamente nella testa marmorea del presidente del consiglio.

E andiamo a incominciare.

 

L'Italia ha ripreso a camminare

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Dopo di me, il diluvio

In attesa che Repubblica tiri fuori qualche scoop sugli scheletri nell’armadio di Lamberto Dini, prendiamo atto dell’ennesimo mal di pancia del rugoso senatore liberaldemocratico che pare divertirsi parecchio a dispensare l’estrema unzione al governicchio Prodi salvo poi impedirgli un sereno trapasso ogni volta che si presenti l’occasione di staccare la spina.

Strano tipo questo nonnetto della politica italiana: a sentirlo parlare dice di avere in mente un progetto quasi condivisibile poi, quando si tratta di pigiare i bottoncini giusti in Senato, vota contro la sua riforma delle pensioni in forza del criterio del dissenso assenso.

 
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