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precari

Sei precaria? Lavora in nero!

Est modus in rebus. Mica si può dire a una precaria di sposare un milionario che poi mi si indignano tutti e a Repubblica sanguina il cuore a tutta la redazione, specie a Curzio Maltese. Là, nella ex sinistra, ci sono un sacco di persone dalla sensibilità fragile che fanno fatica a reggere l’approccio immediato e, dovendo prenderlo dietro la schiena, preferiscono la grazia leggera di chi proponga la sodomizzazione con le dovute maniere.

Per questo plaudono all’Obama nostrano che scrive nel programma l’obbligo dei mille euro, ma anche milleecento, e si strappano i capelli per le frasi di Berlusconi. Non è che non sappiano tradurre il senso di certe dichiarazioni programmatiche, ma fanno finta di niente così possono anche concedersi il lusso di metterci in mezzo Ciarrapico e l’istinto servile dei giornalisti al soldo del medesimo.

 

L'esorcista

La collezione-candidati primavera estate duemilaotto propone interessanti novità. Manco a dirlo, il segretario più cool del momento è l’ex sindaco di Roma che raccoglie applausi a scena aperta soprattutto per la scenografia. Uolter “Obama” Ueltroni sta letteralmente impazzando nella capitale grazie alla formidabile idea di alternare in passerella professionisti di chiara fama e dilettanti allo sbaraglio.

Il filo rosso che lega gli ancheggiamenti degli habituèes alle performance un tantino più goffe dei nuovi volti presi dalla strada è il contenuto altamente simbolico che il regista del partito democratico ha deciso di assegnare ad ogni modello.

 

Una vita da precario

Questo governo ha un modo curioso di legiferare e il Senato obbedisce a criteri ancora più curiosi nel valutare ogni singola manovra che Prodi e TPS hanno inserito nella legge finanziaria.

Stamattina hanno approvato l’articolo 93 che, per bocca della senatrice Palermi, rappresenta una grande soddisfazione per la sinistra bolscevica che da anni si batte per dare un futuro sereno ai circa 200.000 precari che orbitano in zona Pubblica Amministrazione.

 

Siamo un paradiso fiscale

Se gli investimenti stranieri in Italia latitano, qualche motivo ci sarà pure. Escludendo tranquillamente ragioni di antipatia per la gente e perplessità diffuse sull’instabilità delle condizioni climatiche, magari dipende da alcuni fattori che, per chi volesse mettere quattrini in un’attività diversa da quella caritatevole, possono scoraggiare anche i più ottimisti. In generale, li conosciamo abbastanza bene: soffriamo di carenze strutturali croniche, abbiamo un tasso di burocrazia spaventoso, il mercato del lavoro non è intelligentemente flessibile, il sistema delle regole assomiglia alla settimana enigmistica e per ottenere una sentenza da un tribunale è più utile farsi patrocinare da Sant’Antonio che da un avvocato.

 
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