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politica

100 Buckley per L'Europa

Oggi si è spento William F.Buckley Jr. , il fondatore della "National Review" e uno degli uomini che di più ha fatto per la storia di tutto l'arcipelago intellettuale che si oppone allo statalismo. Il suo cpaolavoro è stato quello di portare avanti l'idea del fusionismo, ossia della desiderabilità della convivenza e del dialogo fra liberali, libertari, anticomunisti e tradizionalisti conservatori.

 

Momenti di gloria?

L’Italia è un paese (purtroppo) di ignoranti!

 

Politica, magistratura e il nuovo '92

Siamo davvero alle soglie di un nuovo '92? L'intervento di Mastella alla Camera, e il conseguente penoso dibattito che ne è seguito ha (ri)aperto il discorso sul tema, già sollevato in precedenza durante il caso Forleo: per fortuna, in Italia i dibattiti sono la cosa più caduca che ci sia, e quindi non appena scoppierà la prossima emergenza continuativa tutto sarà dimenticato. Però, tanto vale cogliere l'occasione per buttare lì un paio di considerazioni, e vedere se sono in qualche modo condivisibile. E' vero che anche oggi assistiamo a un cortocircuito istituzionale tra politica e magistratura, è vero che di questo scontro al penultimo sangue - non è il caso di drammatizzare più di tanto: noi non dobbiamo vendere i giornali - si vedono sui mass media solo gli effetti e i motivi ultimi (e scompaiono quelli intermedi), è vero che gli animi del "popolo" sono esacerbati.

 

Forza Adolfo

A leggere Adolfo Urso, potremmo finalmente vedere un partito "quasi liberale" a destra:

In questo sforzo di immaginare il partito di domani, a fare da avanguardia è la fondazione Farefuturo, che prefigura quella "apertura" verso gli esterni che Fini vorrebbe dare ad An. L'animatore del think-tank, Adolfo Urso, è entusiasta dell'operazione e ne illumina il retroterra politico: "A sinistra hanno fatto il Pd e la Cosa rossa, Berlusconi ha lanciato il Pdl e solo Fini dovrebbe restare fermo?". Nella testa del "liberal" Urso, "Alleanza per l'Italia sarà una destra capace di spiegare ai taxisti che 500 licenze in più possono essere una necessità, che può dire ai lavoratori dell'Alitalia che può essere obbligatoria una ristrutturazione anche dolorosa. Come ha fatto Sarkozy con gli insegnanti francesi".

 

Silenzio! Il blog tace (e la mafia incassa)

La mafia è la più florida azienda italiana. Fa rabbrividire l’apatia con cui la denuncia è stata accolta come fosse un rapporto sui consumi di panettoni sotto Natale. E’ un pugno nello stomaco gonfio d’aria della politica. Infatti il coraggioso grido delle vittime precipita nel fondo buio del silenzio. Emana fetore l’indifferenza del governo che si cimenta nei soliti espedienti per sopravvivere. Ma non fa più notizia. La vera notizia è che anche tanti blog si lasciano accalappiare dal feticismo del potere invece di puntare sulla realtà. I blog sputano sulla casta, ma continuano a parlarne e alla fine, come la casta, non dicono niente di nuovo. La realtà resta, le seghe mentali scivolano via. 

 

La morte della politica

Che i moralisti siano peggio dei loro bersagli è fatto ampiamente noto, fatta eccezione per certe culture naif che ancora usano considerare l’etica come parametro fondamentale di giudizio sull’operato degli umani bipedi, molto spesso preferendo attribuire punteggi altissimi ad irreprensibili incompetenti e penalizzando quelli (pochi, in verità) un po’ più maliziosetti, ma capaci. Non è il caso di alcuno di quelli che oggi hanno in mano le redini lente del governo, intendo che di capacità non si vede nemmeno l’ombra, ma quanto a moralismo si sciala abbondantemente e senza mal di capo.

 

Il paese in emergenza: manca la legge elettorale

Tutti a chiedersi come faremo mai a cavarcela senza una legge elettorale migliore del cosiddetto “porcellum”, cioè l’ultimo autogol della Casa delle Libertà prima dell'ultimo passaggio delle consegne. Io li sento i discorsi che si rincorrono in metropolitana, al bar e in ufficio davanti alla macchina del caffè. Chi propende per un proporzionale puro convinto che un parlamento veramente democratico debba garantire la rappresentanza anche ai Cral aziendali, chi invece difende a spada tratta il maggioritario perché chi vince deve governare. La gran parte, però, propenderebbe per un proporzionale corretto grappa, con uno sbarramento sufficiente a liberare il campo dai partiti un po’ troppo originali e di nicchia, sebbene l’accordo sulla necessità del vincolo di coalizione non sia unanime.

 

Servi o padroni uguali sono

Nell’istantanea che un osservatore straniero può scattare oggi sulla politica italiana non manca niente. Politici con le mani nella marmellata, giudici sotto processo, cittadini in piazza, media prestati alla politica. Per noi spettatori abituati a questa assurdità non manca proprio niente. Invece manca tutto. Mancano istituzioni funzionanti invece di un parlamento intasato da una miriade di leggine clientelari, di un governo che deve correre in bagno ogni volta che scoppia una dissenteria nella sua stessa maggioranza, di una magistratura fuori uso che assolve gli imputati e processa le vittime. La crisi c’è. Sono le reazioni che mancano. Questa lurida politica ha anche il coraggio di passare per vittima, come fa Mastella a New York. Gli onorevoli si sentono offesi, ingiuriati, accusati solo perché provano quella sensazioni così sgradevole di chi si fa cogliere in flagrante e anzi scarica la colpa sulla sua vittima.

 

Epifania

Probabilmente è una richiesta eccessiva, ma forse sarebbe anche arrivato il momento che ognuno cominciasse a stare al posto che gli compete visto che, se anche ci stesse, non si capirebbe lo stesso un accidenti.

Una delle organizzazione che invade sempre più spesso il campo è, tanto per cambiare, la CGIL la quale, molto tempo fa, faceva il sindacato dei lavoratori. Almeno, così diceva di fare. Oggi, al contrario, posto che più della metà dei suoi iscritti sono pensionati per cui diventerebbe assai arduo per la CGIL sostenere di essere ancora un’organizzazione che persegue lo scopo statutario che si è data alle origini, la truppa guidata da Epifani è diventata un vero e proprio partito.

 

Beppe Grillo qualunquista? Magari!

Beppe Grillo è davvero ammirevole: lo accusano di essere antipolitico? E lui risponde con il gesto più politico e politicante di tutti: la formazione di liste elettorali. Il termine più corretto lo da' probabilmente Salon Voltaire: paraculo. Non cominciamo quindi a parlare di qualunquismo, perché sarebbe un insulto al Fronte dell'Uomo Qualunque ed un enorme favore a Grillo: i qualunquisti impiegavano metodi sguaiati per proporre misure che, tutto sommato, avrebbero difeso la libertà individuale i Italia, mentre Grillo propone slogan che otterranno nella pratica l'effetto opposto.

 
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