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Pensioni

C'era una volta...

Si dice che, tanto tempo fa, l’antico popolo italico scelse di affidare il proprio destino alla setta dei risanatori dei conti pubblici che per lunghi anni aveva vagato per il Paese predicando rigore e austerità nel nome supremo degli interessi inviolabili della nazione.

Promisero – e mantennero una volta ascesi al potere – lacrime e sangue perché così non si poteva andare avanti e decisero di imbandire le tavole dei sudditi a solo pane e acqua perché ognuno avrebbe dovuto fare la sua parte mettendosi ginocchioni nell’atto di penitenti.

Secondo gli antichi testi, la cura diede immediatamente i suoi benefici effetti come dimostra questo brano appartenente alla famosa raccolta delle “Meditazioni” del Grande Cerimoniere:

 

Luna Park Italia

“Venghino, signori, venghino che lo spettacolo si va ad incominciare”. I buttadentro del luna park di governo si sgolano per attirare gli scettici passanti dietro alla tenda misteriosa ammaliandoli con la promessa solenne che il Grande Illusionista svelerà, infine, i misteri arcani della magia. I nobili escono radiosi dall’angusto teatro e dispensano generose benedizioni al popolino in trepidante attesa testimoniando che vedranno è tutto vero: sparizione di poveri e di scaloni, moltiplicazione dei tesoretti e mirabolanti guarigioni dallo stress della precarietà. Qualcuno, in coda al gruppo, si è abbandonato all’entusiasmo lanciando anche un provocatorio: “Più figa per tutti!”, ma è stato immediatamente ripreso dalla Palermi, invitta sollevatrice di pesi sociali, che non ha nascosto alcune perplessità sull’equità sociale e sulla correttezza politica dell’iniziativa.

 

L'orgoglio di governare contro

Il governo Prodi continua pervicacemente a fare collezione di fischi e di sberleffi, ma procede a schiena diritta per la sua strada a dispetto degli avvisi di pericolo che segnalano l’avvicinarsi del baratro. Siamo passati dal positivo “Governare per” della campagna elettorale all’orgoglio del “Governare contro” del primo anno e rotti di gestione fallimentare della casa comune.

 

Il gioco dell'OCSE

I governi italiani sono tradizionalmente permalosi, specie quando si sentono criticati dall’estero. In qualche caso hanno ragione, ma il più delle volte reagiscono come adolescenti di fronte al rimprovero dei genitori: sbuffano, si arrabbiano e piantano il muso.

Per non smentire la tradizione, anche Romanuccio Prodi si è seccato con l’OCSE il quale, solo qualche giorno prima, aveva provato ad usare parole cortesi nei confronti dell’operato del governicchio medesimo. Non che l’avesse esattamente promosso, ma diciamo che aveva avuto un qualche riguardo nel giudicare la situazione d’insieme.

Chiaro che la minoranza di governo non ha perso tempo e si è messa a gridare ai classici quattro venti quanto all’estero siano entusiasti di loro e ci è rimasta male perché, in tema di pensioni, il guanto di velluto si è trasformato in guanto di carta vetrata.

 

Padoa-Schioppa ad un bivio

Mentre si stanno concludendo le amministrative siciliane con il risultato che ci si aspettava e mentre Leoluca Orlando non ha perso occasione per fare la figura del beota, il capitolo pensioni si riapre diventando sempre più attuale. Romano Prodi ed il suo immobilismo si ritrovano adesso in grossa difficoltà; le pressioni da Bruxelles sono sempre più continue e nel governo non si sa più che pesci pigliare, soprattutto chi di "pesci" ne sta trovando pochi, ovveroPadoa-Schioppa.

 
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