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PdL

E' finita la luna di miele?

Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, hanno traghettato insieme questi primi giorni di governo sul leitmotiv del «volemose bene». Buone maniere e copiosi fiumi di insulina, hanno fatto da introduzione al nuovo parlamento, ai primi ministri ed ai primi disegni di legge (alcuni ambiziosi, altri meno). «Pacatamente e serenamente» al Cavaliere non è sembrato vero l’aver iniziato così la sua neo-legislatura che, nei suoi intenti, servirà (circa a fine mandato) a dare pieni poteri al presidente della Repubblica (in una sorta di modello all’americana) e di poter poi tranquillamente sostituirsi, in un futuro prossimo, al posto di Napolitano. Il piano è ben concepito.

 

La casta siamo noi

Prendo spunto da questo post di uno dei blogger di destra che stimo di più, Abr, per dire nuovamente la mia sulla vexata quaestio dell’annullamento volontario della scheda elettorale. Lì viene rimproverata a me, e ad altri, la scelta di un ritiro volontario sull’Aventino ispirata in parte dallo snobismo (cosa vera, almeno in parte) e in parte da uno sviscerato amore per la purezza teorica del liberalismo che non ammette compromessi (cosa meno vera).

 

I liberalmedievali

pro|te|zio|nì|smo

s.m.

2a TS econ., politica economica che mira a difendere i prodotti nazionali dalla concorrenza straniera attraverso dazi doganali, agevolazioni fiscali e altri provvedimenti diretti a incentivare le esportazioni

2b TS polit., econ., estens., qualsiasi forma di intervento dello stato nell’economia nazionale

 

Donna Margherita e il Parlamento della gnocca

Il nuovo PD sta dimostrando grande attenzione alle donne, specie se sono giovani e carucce. Quando poi, oltre alle grandi capacità che non voglio mettere in dubbio, hanno buone relazioni coi capibastone o si sono spupazzate qualche figlio di impegnativo padre, ci rimediano pure un posticino in cima alle liste dei candidati.

D’accordo, non si può pretendere tutto e una Pina Picierno val bene l’esclusione di Ciriaco De Mita: se anche si rivelasse altrettanto dannosa per la nazione, ne avremmo comunque guadagnato sul piano estetico che non è poco.

 

Strega comanda colore

D’accordo che siamo all’inizio della campagna elettorale e d’accordo che, nella fase di reclutamento delle truppe cammellate, ci si possa concedere di non andare troppo per il sottile, ma questa fase della rivoluzione politica italiana fa semplicemente pena.

I due grandi partiti, cioè il più bel numero illusionistico mai rappresentato in pubblico al di sotto del Brennero, sono assai impegnati a contendersi l’investitura ufficiale a "casa dei cattolici" nella speranza di raccattare l’endorsement del grande elettore di Oltretevere, considerato – probabilmente a ragione – l’unico in grado di rompere un equilibrio numerico che in Senato si annuncia fragile come quello sul quale Prodi pretese di durare cinque anni.

 

Candidate alternative

 

Non ci indurre in tentazione...

Ho già scritto che voto scheda nulla. Tuttavia, ora che giunge la notizia che l'Enfant Prodige ha sciolto la riserva per candidarsi col PdL (chissà la sofferenza interiore che ha patito nel maturare questa sorprendente decisione), cresce la voglia di compiere l'estremo sacrificio e, per il bene del paese, risolversi a votare contro.

 

L'ideologia del programma

Uno degli argomenti più forti per il nuovo PdL è un programma unico per il governo sottoscritto da Bossi fino a Mastella. E’ uno sforzo di ripianare le fratture che hanno ucciso il precedente governo, il cui programma era la somma di tanti programmi reciprocamente incompatibili. Ma il problema non è il programma unico o il partito unico. Il problema resta la frammentazione della classe politica anche dentro alla stessa coalizione. La maledizione che ha colpito Prodi non erano i dodici partiti della sua maggioranza bensì i dodici leader e le dodici opposte posizioni in merito ad ogni questione. Il partito democratico può ridurre questo conflitto non perché abbia fatto la somma tra Ds e Margherita, ma perché ha fatto la divisione rispetto alla sinistra radicale – altrimenti con un maxi-Pd le divisioni si sarebbero conservate. Il programma è anche uno di quegli elementi che in politica acquistano valore solo durante la campagna elettorale. Dopo il voto diventano una moneta condannata ad una svalutazione inarrestabile.

 

Stridule assonanze

Se l'approccio dell'Obama bianco si ispira chiaramente a un certo "Ein Volk!, Ein Reich!, Ein Fuehrer!", poteva Forza Italia stare a guardare senza reagire sullo stesso tono? Certo che no! E, infatti, mi partoriscono uno slogan che fa "Rialzati, Italia!".

Ora, uno magari pensa male per via dell'antipolitica, ma lo stendardo qui a fianco porta un'esortazione che, nella lingua del capomastro della Vigna del Signore, testualmente si traduce "Germania, svegliati!".

L'assonanza fa riflettere, così come la comune fonte di ispirazione. Intanto che ci preparano un bel futuro, ripassatevi questa canzoncina che potremmo essere chiamati a cantare in coro. Parole e musica sono di Dietrich Eckart, martire del nazionalsocialismo.

Credo che ci siam detti tutto.

 

Forza Italia si converte ai punti fragola

Le parole volano, ma gli scripta manent: dal predellino di Piazza San Babila si era parlato di scioglimento di Forza Italia e di confluenza nel nuovo e misterioso soggetto politico del popolo e delle libertà il cui embrionale programma si sostanziava nel chi ci sta, ci sta e il resto mancia.

Il sottoscritto, elettore di Forza Italia nonostante il cronico berluscetticismo, aveva manifestato immediatamente non poche perplessità di sostanza, pur riconoscendo che la statura comunicativa e il fiuto animale di quest’uomo superano abbondantemente il tetto naturale del metro e settanta sotto al quale se ne va a spasso.

 
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