Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

Partito Democratico

Marianna Binetti

Bella prova della giovine sirena di UolterUeltroni spedita a far proseliti tra i lettori del Foglio. Un paio di giorni fa, alla ragazza hanno organizzato una bella intervistina da Ferrara nella quale presentarsi come futura sposa umile e devota, tutta casa e famiglia. Così, dopo l'esordio un poco traballante e un'accoglienza in rete piuttosto freddina, scopriamo che il compito dell'algida collaboratrice di Letta il Giovane è stata reclutata con l'idea di farne il rassicurante riferimento per i cattodemocratici.

“Io sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Certo è che anche per esperienza personale mi sono resa conto di quanto sia sottile la linea di demarcazione tra le cure a un malato terminale e l’accanimento terapeutico nei suoi confronti. Quindi dico no all’eutanasia, ma penso che l’oltrepassamento di quella linea sottile vada giudicato – in certi casi – da un’équipe di medici; comunque non dal diretto interessato o dai suoi parenti”

 

Luci della ribalta

Vi consegno codesto pezzo redatto dal valentissimo Doktorfranz per agevolare ai più la comprensione dello Calearo-show messo in scena dal Grande Cineasta che guida il PD verso l'immancabile vittoria. Fatene buon uso.

A tutti, si sa, piacciono le luci della ribalta, anche a Massimo Calearo.

C’è chi, per essere protagonista, si lancia in promesse da imbonitore e chi mette in mostra due tette nuove di zecca, ma all'ormai ex-presidente di Federmeccanica le morbide protuberanze non si addicono granché ed i proclami paiono alquanto inflazionati.

Gli sarebbe tanto piaciuto far sua la poltrona dell'amico LucaLuca, però - ahilui - vi ha da tempo virtualmente adagiato le terga la Siora Emma, la quale – umana ingratitudine! - nemmeno l’avrebbe considerato per un ruolo di rilievo. Lui! Lui che tanto ha fatto per sé (e va ben “butei”, chi è senza peccato scagli la prima pietra), ma soprattutto per gli altri.

 

Primarie? De che? Ripijateve er piacione

Le primarie sono già finite nel dimenticatoio? Dal loft, ci hanno triturato le parti intime fino a desiderare quasi almeno l'anestesia, se non la castrazione chimica, con le primarie e con il loro contenuto rivoluzionario.
Eppure, nella pratica, di primarie se ne sono viste pochine: Veltroni è stato scelto come segretario di un partito, non quale candidato premier. I segretari regionali ed i candidati per le liste bloccate sono stati selezionati in maniera ben poco "democratica".
Dulcis in fundo, Francesco Rutelli è stato di fatto incoronato quale candidato del PD dal sindaco uscente, lo stesso Veltroni, senza nemmeno fingere un plebiscito che confermasse almeno dal punto di vista formale la scelta. Complimenti, siamo passati dai soviet al politburo a tempo di record.

 

Castrazione chimica o culturale?

Il vero programma del Partito democratico (ma anche no) contiene davvero tutto ed il suo contrario, castrazione chimica compresa. Come è già stato fatto notare, tuttavia, quando a proporla era Calderoli, apriti cielo. Se la propone l'idolo dei salotti, allora la "grande stampa" si pone nella classica posizione genuflessa e comincia a dibatterne.
Non so come andrà a finire quella chimica, ma certa gente si è già castrata persino il cervello.

tag: , , , , ,

 

Se può farcela un negro...

Delle volte il buonismo professionale e l’eccesso di prudenza possono produrre effetti di comicità involontaria, specie quando si pretende di metterli al servizio della campagna elettorale.

A questo proposito si segnala come inarrivabile modello il futuro ex sindaco di Roma il quale, secondo quanto riporta Repubblica, comincia a fare sul serio nel motivare le truppe in vista della campagna d’aprile.

Siccome sa di partire con l’handicap, comincia con l’evocazione di rimonte spettacolari e, tra queste, con la più attuale di tutte, quella di Barack Obama ai danni del marito di Bill Clinton.

 

Revolution now

In questi giorni di gran polverone democratico ho potuto notare le perplessità di molti militanti a sinistra. E non solo di quelli duri, puri e massimalisti (quelli magari, dal loro punto di vista, qualche ragione per essere perplessi ce l’hanno), ma soprattutto da parte della militanza più moderata e meno estremista (diesse su tutti). Perplessità riguardo questo nuovo ciclo del centrosinistra, che altro non sembra se non un ribadire a tutti i compagni (moderati e non) che fino ad adesso si è sostanzialmente scherzato. Quarant’anni di cultura a sinistra fatta di ideologia e di insider nelle istituzioni sembra vacillare sotto i duri colpi del “Veltronismo”.

 

WV: suggerimenti strategici (non darmi retta, ti prego!)

Gabriella Mecucci, su l’Occidentale, prevede tempi duri (anzi durissimi) per il Neo-segretario del PD Veltroni.

spenti i riflettori delle Primarie, Walter dovrà evitare che il dissenso della gente verso le scelte del governo, travolga anche lui. Anzi, dovrà cercare di far dimenticare Prodi, che gli italiani appena se lo ricordano s’incazzano. Insomma, sarà durissima.

 

Il partito del "Ma anche"

 

Le facciamo le secondarie?

Tutti i salmi finiscono in “Gloria!” e il missionario mancato sindaco di Roma, neo segretario del neo piddì, si ingobba il trionfo annunciato e plebiscitario tributatogli dal popolo in festa delle primarie. Tre virgola tre milioni di voti, un successo che lascia tramortiti specie perché raccattati in un momento in cui il centrosinistra non pare godere di grande appeal dentro lo stivale.

I più maligni osservano che sono numeri un pochino grossi e, forse, raggiunti con l’uso degli steroidi elettorali che girano nelle palestre di partito, ma – diamine! – è stata una giornata di grande democrazia e la risposta più netta possibile all’antipolitica.

 

XX Settembre, Porta Pia: 137 anni e non sentirli. Almeno per Prodi e Veltroni

La Questione romana è stata risolta? Giudicate voi: l'Unione ha sostenuto in ogni occasione di essere l'unico baluardo dell'Unità nazionale e della laicità dello Stato, di fronte alle oscure forze delal reazione clericale ed alle orde barbariche dei secessionisti padani. Quale migliore occasione del Venti Settembre, allora, per dimostrare simbolicamente il sincero attaccamento ai valori della laicità e dell'Unità Nazionale? Nessuna, parrebbe. Eppure, né il governo di centrosinistra né il comune di Roma, presieduto da Walter Veltroni, hanno pensato di celebrare con un qualche rilievo la conclusione dell'Unità d'Italia. Passare dalle parole ai fatti è difficile, per dei politici, ma non pensavo sarebbe stato così difficile passare dalle parole alle parate.

 
Condividi contenuti