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Sporchi imperialisti guerrafondai americani? No, cinesi. E allora cala il silenzio

La BBC ha flimato ulteriori prove della violazione dell'embargo ONU sulla fornitura di armi al Sudan, impegnato ad usarle in Darfur per spazzare via una parte della propria cittadinanza. Il governo cinese non si e' quasi neppure preso la briga di negare. Forse era troppo occupato a proteggere un altro tiranno africano, l'ex compagno Robert Mugabe.

Ovviamente, la reazione dei media occidentali e' stata quantomeno modesta, almeno per il omento. Spero di sbagliarmi, ma se le armi fossero state americane, europee od israeliane avremmo probabilmente un caso sbattuto gia' sulle prime pagine dei quotidiani; non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se una qualsiasi nazione occidentale avesse espresso una sola riserva all'idea di sanzionare il tagliagole dello Zimbabwe.

 

La paura e il buio. Ecco l'Occidente

La barbarie piomba sul Medioriente. Non è un’orda di trogloditi in cerca di razzie. E’ l’Occidente iper-tecnologico che sfodera la clava delle sanzioni economiche e del taglio dell’elettricità per colpire i suoi avversari arabi. Gli Usa sorpassano le Nazioni Unite e approvano l’ennesima raffica di sanzioni contro l’Iran, mentre Israele decide di interrompere l’erogazione dell’energia elettrica a Gaza. La strategia è di prostrare la vita quotidiana per far desistere Teheran dal fabbricarsi in casa la bomba atomica e per bloccare i razzi scagliati da Gaza su Israele. Presidenti e segretari di stato duellano come fossero re e regine. Ma la scacchiera è sempre costituita da carne umana, quella di uomini e donne che scontano con la loro vita i conflitti tra gli stati. Mai nessun attacco diretto tra le teste coronate. Sono sempre i pedoni del popolo a rimetterci.

 

Consigli per gli amici

Islam, Cina, Usa ed Europa sono i principali attori di una realtà che facciamo fatica a capire. La cultura può diventare una traccia utile per interpretare uno scenario complesso che segue ormai le logiche dello scontro, come quello con l’Islam, che è solo il primo gradino di un conflitto più grande e impegnativo fra l’Occidente e il dragone cinese. Il libro utilizza un nuovo strumento, l’analisi culturale, con particolare attenzione al punto di vista etico-cristiano, per capire meglio la politica estera, l’economia, la politica di potenza e sicurezza che ha cambiato pelle nell’ultimo decennio. L’Occidente forte nel campo militare, economico, finanziario e tecnologico è oggi impegnato in una serie di confronti asimmettrici che ne sfidano l’egemonia, non ancora in maniera aperta. Sono asimmetrici perché le presunte debolezze delle società arretrate diventano punti di forza nel confronto fra Occidente e resto del mondo, proprio come è successo l’11 settembre.

 

Un momento cruciale per la Turchia

Daniel Pipes ancora ci sottolinea il momento delicato Turco, arrivando alla conclusione che, forse, Washington non dovrebbe più sostenere l'AKP ma piuttosto i secolaristi che sono alla fine gli alleati naturali degli USA.
di Daniel Pipes
New York Sun 15 maggio 2007

Pezzo in lingua originale inglese: A Critical Moment For Turkey

 

Media-war

Perchè l’Inghilterra invia le sue truppe in Iraq mentre i suoi insegnanti si arrendono a poche minoranze musulmane? Perchè nel mondo musulmano politica, religione, economia, informazione sono tutti punti di un’unica linea. L’occidente invece è enormemente più differenziato e frammentato , al punto che la lotta al terrorismo è un segmento isolato dagli altri. In questi interstizi dove l'identità occidentale è vuota penetre il cuneo del terrorismo.

 

In cammino verso il baratro

Chissà come sarà contento Bertinotti della nuova iniziativa di popolo della quale si sono fatti promotori alcuni insegnanti inglesi a proposito di cosa sia emotivamente giusto insegnare durante le ore di storia. Secondo quanto riporta uno studio che si chiama “Teaching Emotive and Controversial History”, pare che i soliti volenterosi della tolleranza e della comprensione abbiano scelto di rinunciare a trattare alcuni argomenti perché islamicamente scorretti. Tra questi, l’Olocausto, la schiavitù e le crociate. Il motivo è che gli imberbi (per adesso) studenti potrebbe risentirne psicologicamente o, nel peggiore dei casi, offendersi.

 
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