
Secondo Epifani, non si conducono trattative con la calcolatrice in mano per vedere se uno certe cose se le possa permettere. Speriamo che la spesa, almeno a casa sua, la faccia la servitù perché altrimenti ce lo ritroviamo sul lastrico e avremo presto un’altra bocca da sfamare a carico della collettività. Il generalissimo della CGIL si irrigidisce di fronte alla candida ammissione di fallimento che il buon Padoa Schioppa fa sui conti pubblici: vanno male, molto male, nonostante ci si sia ferocemente provati a rapinare chiunque di qualsiasi cosa. Ma Epifani se ne frega perché sullo scalone non ci vuole stare e, costi quello che costi, quella roba lì non s’ha da fare. Del resto, sa di avere di fronte dei negoziatori disposti a cedere sempre e comunque con i quali ha in comune un solo punto, cioè il disprezzo assoluto degli interessi generali.







