Italia, 5 giugno 2020 - Era la domanda che, prima della rivoluzione liberale del biennio 2006-2007, ogni diligente cassiera della Coop poneva al momento della resa dei conti sul nastro trasportatore. Il grande cambiamento era nell’aria e si notava dal fiorire di piccoli corners sempre diversi e sempre più ricchi di nuove opportunità d’acquisito. Facevano quasi tenerezza, chiusi tra il detergente intimo e i biscotti, i neolaureati in farmacia che ti spruzzavano sul polso l’antiasmatico al profumo di albicocca e che ti invitavano alla prova gratuita di un antidolorifico in gel che alleviasse il dolore alle braccia alle cui estremità pendevano gli antiquati cestini ricolmi di sedano e carrube.
liberalizzazioni
Lo Stato fa la spesa proletaria

Mentre si discute animatamente di partecipazioni ai Family-day e alle giornate dell’Orgoglio Laico e ci si divide su come spendere tesoretti ed finti extragettiti fiscali la ConfConsumatori, nel silenzio totale degli organi di informazione, denuncia i primi effetti dei provvedimenti liberalizzatori del duo Bersani-Visco.






