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legge elettorale

Non è ancora il partito delle Libertà. Potrà mai diventarlo?

Sognavo da tempo un colpo di reni come questo da parte di Silvio Berlusconi, un sonoro vaffa a centristi e "moderati" fino all'immobilismo ed alla rassegnazione. Purtroppo, come in certe favole, il sogno rischia di tramutarsi in un mezzo incubo, a causa dell'occasione e del modo in cui si è realizzato. Purtroppo, ieri non è nato il Partito delle libertà, come qualcuno crede. E' nato un "Partito del Popolo italiano", populista nel nome e nelle premesse:

«è quello che la gente vuole»

 

Modello tedesco, nazi-comunisti fuorilegge. Che ne pensa la sinistra?

Carlo Panella ben spiega perché In Italia il "sistema tedesco" sarebbe solo un pasticcio buono per evitare le urne o per reintrodurre il fallimentare sistema proporzionale fallimentare della Prima Repubblica.
Sicuramente il modello di legge elettorale tedesco può essere una soluzione per garantire una rappresentanza proporzionale ed è indubbiamente una soluzione migliore dello "scorporo" , per garantire insieme il diritto di tribuna. Le valutazioni positive, dal mio punto di vista, si fermano qui.

Adottare il modello tedesco significherebbe ben altro che modificare la legge elettorale, che di per sé non ha alcuna capacità di semplificazione: significherebbe riformare profondamente l'architettura politica italiana, sino alla modifica della Costituzione, ricorrendo forse a soluzioni drastiche riguardo la rappresentanza politica. Siamo pronti a farlo?

 

Il paese in emergenza: manca la legge elettorale

Tutti a chiedersi come faremo mai a cavarcela senza una legge elettorale migliore del cosiddetto “porcellum”, cioè l’ultimo autogol della Casa delle Libertà prima dell'ultimo passaggio delle consegne. Io li sento i discorsi che si rincorrono in metropolitana, al bar e in ufficio davanti alla macchina del caffè. Chi propende per un proporzionale puro convinto che un parlamento veramente democratico debba garantire la rappresentanza anche ai Cral aziendali, chi invece difende a spada tratta il maggioritario perché chi vince deve governare. La gran parte, però, propenderebbe per un proporzionale corretto grappa, con uno sbarramento sufficiente a liberare il campo dai partiti un po’ troppo originali e di nicchia, sebbene l’accordo sulla necessità del vincolo di coalizione non sia unanime.

 
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