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Lega

Quel gran "calibro" di Umberto Bossi

Dico "calibro" perché, ovviamente, trattasi di pistola (che se chi legge è del Nord sa benissimo quello che vuol dire). Delle sue fucilate e pistolettate però ne abbiamo ingoiate parecchie, perché se è vero che i pallettoni fanno male quando però è il momento di andare a votare si aprirebbero ai bracconieri persino le oasi del WWF. E mentre eravamo tutti trafelati a disfare le valige e a prepararci a tornare a lavorare, ecco che ti spunta invece lo sciopero fiscale di Umberto Bossi, un “cadeau” pre-settembrino che suona molto di propaganda è poco di tattico.

 

Una classe dirigente di pagliacci e di incapaci

Violante ha deciso di lasciare il Parlamento, almeno così dice. Simpatico ragazzo questo politicante da quattro sghei che rilascia interviste sui suoi propositi di ritiro e ci aggiunge, senza bagnarsi del sudore dell’imbarazzo, che la decisione risale a due anni fa. Son strani forte questi qua: secondo il Violante-pensiero è assolutamente conseguente decidere di lasciare il Parlamento e, nel giro di sei mesi, ricandidarsi bellamente a farne parte. Probabilmente, si è sentito chiamato all’eroico sacrificio perché il Paese aveva bisogno. Va bene, diamo atto al nostro uomo di aver subito “obtorto collo” una imposizione e di aver dovuto rimandare i propositi di ritiro. C’è da dire soltanto che siamo veramente fortunato ad avere a disposizione gente che non ha paura di sacrificare se stessa fino all’ultima goccia pur di garantire al Paese un futuro migliore.

 
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