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I marziani si accorgono dell'emergenza sicurezza

Poco importa da dove vengano (si potrebbe dire da Marte, ma sarebbe scontato).
Il problema vero è che li abbiamo alla maggioranza e questo complica un po’ le cose.
Le complica perché alla fine questi signori dovrebbero essere coloro che ci governano ed invece, più i giorni passano, e più si stenta a riconoscerli come cittadini italiani.
Completamente distanti dal reale bisogno del cittadino, lontani dall’impresa e con una cultura economica che rasenta gli anni’50.

A questo punto viene davvero da pensare che i signori in oggetto possano essere davvero sbarcati sulla terra da Saturno, ed invece purtroppo non è così. Questi sono italiani, ma vivono in un mondo tutto loro. E la cosa buffa e vedere il loro stupore (in ritardo di qualche decennio) mentre ascoltano i cittadini che forse hanno capito, ben prima di loro, come stanno le cose.

 

La giustizia etica della tolleranza zero

In questo Paese non avremo mai, credo, un sistema giudiziario normale. E non solo per il fatto che un giudice è pur sempre un essere umano, ma soprattutto perché chi dovrebbe scrivere le leggi ama al punto la filosofia della norma che si dimentica spesso di scriverla in termini il più oggettivamente possibile applicabile.

Naturalmente, un sistema giudiziario assolutamente oggettivo e infallibile non esiste, ma tra il modello italiano e uno appena decoroso esisterà pure una via di mezzo alla quale, almeno, provare ad assomigliare. Qua, lo sanno anche i muri, il numero delle leggi è talmente vasto che la contraddizione è diventata l’abitudine per cui una supposta violazione imputata a qualcuno nasconde sempre un’eccezione o una deroga presentabile dalla difesa. Non c’è da stupirsi se le cause durano un’eternità e se ogni sentenza diventa inevitabilmente opinabile, anche salendo le scale dei tre gradi di giudizio ai quali ognuno ha diritto.

 

Lavavetri modello

Lavavetri modello
 

Una laurea ai lavavetri

Visto che non abbiamo niente di meglio da fare, torniamo a scrivere del problema epocale che affligge le italiche sponde e del dibbattito scatenatosi all’interno della sinistra che vede affrontarsi a singolar tenzone il pragmatismo amministrativo di alcuni sindaci rossi con il sentimentalismo romantico degli intellettuali di apparato i quali alle prediche buoniste non vogliono rinunciare. Evidentemente, le argomentazioni inconfutabili dei secondi devono aver fatto breccia nei cuori aridi del consiglio comunale di Firenze perché Silvano Gori – assessore della Margherita – ha partorito nottetempo una soluzione geniale al problema destinata ad entrare di diritto nel novero delle migliori prove di civiltà.

 

Tu chiamale, se vuoi, percezioni

Il concorso della lettera più grottesca inviata al Corriere della Sera lo vince, a mani basse, Giuliano Amato. Sfruttando il vantaggio di scrivere per ultimo, e quindi dopo aver letto quelle dei concorrenti (Veltroni e Montezemolo), si produce in un capolavoro di acrobazia logica e dialettica tutto inteso a dimostrare quanto noi, sciocchi cittadini, ci facciamo condizionare dagli spot dei media sulla criminalità. Secondo Amato, la criminalità semplicemente non esiste, o meglio, esiste soltanto come fenomeno di allucinazione collettiva provocato da giornali e televisioni che calcano eccessivamente la mano su ogni fatto criminale instillando nelle deboli menti dei cittadini paganti l’idea che in Italia i livelli di sicurezza siano non esattamente eccelsi.

 
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