
Con questi qua l’accordo non è possibile. Punto. E’ tempo perso mettersi a discutere della rava e della fava perché noi partiamo da un concetto di legittimità e di normalità dell’azione politica che non coincide con quello degli eletti. Il problema, in fondo, sta tutto lì.
Per rendersene conto basta leggere la lettera accorata che Nicola Latorre ha spedito agli orchi complottisti del Corrierino e che, dal suo punto di vista, dimostra la sua totale estraneità ad eventuali illeciti.
Ecco, la sua idea di cosa sia legittimo fare per un politico si desume da questi illuminanti passaggi:
“[…] da più di due anni i mass media disquisiscono con asserita competenza su argomenti estremamente delicati e complessi e che costituiscono oggetto di valutazione da parte di alcune Procure della Repubblica.”






