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Jinzo Quotidiani

L'editto bulgaro

Surreale. Surreale è l'aggettivo adatto per definire il clima di silenzio venutosi a creare il giorno della morte di Enzo Biagi. Sembrava quasi incredibile che nessuno osasse, come al solito, direi, strumentalizzare il caso umano. Ma trattavasi di fogna in via progressiva di otturazione ed ecco che tra ieri ed oggi il tombino è finalmente saltato. Giù con le accuse di ostracismo, di regime, con le vesti stracciate.... L'editto bulgaro, le vergogne altrui, l'acqua calda, il fumo, l'arrosto... Che tanto gli italiani sanno e sanno giudicare. Ma su questo ho i miei seri dubbi, chè le lacrime, i feretri e gli scappellamenti reiterati di questi due giorni mi fanno pensar male. Diciamocela tutta: Biagi era un giornalista di regime che usava il servizio pubblico per fare una sfacciata propaganda contro i suoi oppositori politici, nonchè una pseudocultura ipocrita fondata sui valori della resistenza. Oggi viene sepolto con "bella ciao" al seguito del suo feretro, a che tutti possano ricordare come i soldi pubblici, anche quelli dei fascisti che pagano le tasse, siano stati biecamente utilizzati quando era in vita.

 

Water Veltroni

Se il cuore è uno zingaro, probabilmente Veltroni è un cuore. Un cuore pulsante di amore nei confronti di tutti i cittadini, suoi elettori o avversari. Il sindaco di tutti in fondo, il sindaco d'Italia, ora. E tutti ricambiano il sentimento, in uno slancio tracotante di passione, che vale più del 70% a Roma e più di un milione di voti dei democratici alle vongole. Un sentimento d'amore, quello dei suoi cittadini, profondo e radicato, che si dipana dalle poltroncine dell'ennesima festa del cinema, dalle luci di una notte in bianco o dalle forbici che mai ebbero tregua dall'inaugurar teatri. E se un abbonato ha un posto in prima fila, dalla prima fila noi guardiamo il palco. Che sia l'ormai inutile rassegna filmografica d'essay, o un sorriso imbalsamato nelle file del PD, o le facce ormai invecchiate di compagni del PCI.... O forse ancora lo spettacolo che vediamo ogni dì, noi assidui frequentatori del cinema Roma, seduti ai nostri posti in un metrò ultra-affollato o in un sudicio autobus di periferia. Ed è tutto un tripudio festoso di gente e di artisti, pare quasi di stare al circo....

 

Bambocci Tua

Essendo io un fiero rappresentante della categoria, non posso che spendere due parole sulla ormai famigerata uscita dell'unico ministro cui ci si riferisce mediante acronimo. Ebbene, inutile dire che il discorso del TPS non mi trova affatto d'accordo. E già che per una volta potevo fare il parassita anche io, rubando a tutti voi ben 41 euri al mese, il che direte, è atto di parassitismo misero e assai poco edificante, specialmente di fronte al 43% dello stipendio che il TPS ci fotte in tasse, mi trovo a dover bacchettare il buon ministro sulla forma. Ai più acuti lettori de "La Voce del Padrone", che già si chiederanno cosa vaghi per la mente del vostro affezionatissimo, non posso che rispondere tosto. E' dunque opportuno richiamare la Vostra attenzione su quello che si potrebbe definire non a torto "il caso TPS": appare chiaro che ci troviamo di fronte ad uno dei più clamorosi errori nella storia dell'oratoria. Errore pernicioso nonchè strategico, quello del ministro. Di fronte a cotanta demenzialità dei contenuti, era opportuno attribuire alla forma la parte sovrana.

 
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