Fuori da ogni preconcetto ideologico. Niente fumo e tutto arrosto: leggetevi questo. Ottima sintesi della situazione attuale in cui si trova Israele!
Israele
Pericoli pubblici

Oltre cento morti “civili”, centinaia di feriti. Appena prima, il viceministro della difesa israeliano aveva parlato di “shoah palestinese”, salvo ritrattare a breve giro di posta. Qualcuno, a Tel Aviv, ha perso la testa e si dimostra in preda ad una evidente crisi di nervi. Brutto segno, anche se pare che abbiano richiamato i blindati e che ci si possa fermare qua. Queste eccessive dimostrazioni muscolari non fanno bene alla causa di Israele, soprattutto perché offrono un bell’armamentario di alibi agli speculatori di professione, specie quelli internazionali, che si rincuorano e riprendono fiato ogniqualvolta si possa cinicamente ideologizzare un conflitto senza fine.
Uno studio: dal 75% al 94% dei bambini di Sderot di età compresa tra i 4 e i 18 anni manifesta sintomi da stress post-traumatico

Secondo uno studio del Natal, il Centro Israeliano per le Vittime del Terrore e della Guerra, dal 75% al 94% dei bambini di Sderot di età compresa tra i 4 e i 18 anni manifesta sintomi da stress post-traumatico. La ricerca del Natal, che verrà pubblicata a giorni, si basa su un campione rappresentativo. Lo studio ha evidenziato che il 28% degli adulti e il 30% dei bambini di Sderot soffre di disturbi da stress post-traumatico (PTSD). Lo studio è stato coordinato dalla dr. Rony Berger, direttore del Dipartimento dei Servizi Comunitari del Natal e dal dr. Marc Gelkopf, con l’assistenza della dr. Mina Tzemach, che ha condotto il sondaggio.
La città di Sderot e il Negev occidentale nel suo complesso sono stati sottoposti al fuoco di fila dei razzi lanciati dai militanti palestinesi nella striscia di Gaza per più di sette anni.
Herbert Pagani, arringa per la mia terra

Vivamente consigliata la visione di questo video, per i non "francofoni", sotto, la traduzione.
Questo testo fu scritto nel novembre del 1975, all’indomani della vergognosa mozione ONU che assimilava il sionismo al razzismo. L’autore lo diffuse, l’11 novembre 1975, dai microfoni dell’emittente Europe 1, e, nell’aprile 1976, alla televisione francese. La versione italiana, che viene qui riprodotta, è opera dello stesso autore.
È stato inserito in questo lavoro, perché, a tanti anni di distanza, ci sembra conservi tutta la sua drammatica attualità.
Terra di nessuno

Correva l'anno millenovecentosettantacinque e lo studente Tuvia Hacholev non sopportava il Latino, perche' non aveva mai capito a cosa potesse servire quella antichissima lingua, usata ormai da poche migliaia di persone al mondo.
Tuvia, cosi' lo chiameremo d'ora in poi, si dedicava nel suo tempo libero a organizzare un movimento giovanile per realizzare il sionismo socialista nei kibbutz in Israele.
Cose dell'altro mondo, si direbbe.
Il movimento giovanile si chiamava "La Giovane Guardia", in ebraico "Hashomer Hatzair".
Poi il signor Tuvia ando' a vivere in Israele.
Poi, di colpo, arrivo' l'anno millenovecentoottantadue e sulle alture del Golan era da un sacco di tempo che non c'erano incidenti di rilievo. Siccome Assad voleva tenere Damasco protetta, la guerra verso Israele andava fatta passando dal Libano, con o senza Hezbolla', con o senza OLP, con o senza i cristiano-maroniti, con o senza drusi, con o senza i finanziamenti iraniani.
Ma andava fatta.
Viaggio in Israele

Care amiche e cari amici, ecco il programma ed i costi del viaggio di quest’anno. Come già anticipatovi e come tradizione vuole, le date saranno le stesse di ogni anno: 27 dicembre 2007 – 6 gennaio 2008. Per chi non può in questo periodo il viaggio sarà ripetuto nel mese di febbraio.
Il tema di quest’ anno sarà:
“1948 – 2008: sessant’ anni di Israele. Le Istituzioni e il deserto.”
(Estensione a Petra)
Ho voluto dare una sottolineatura a questo “compleanno” d’Israele per ricordare che il Paese, nonostante i tanti tentativi per distruggerlo, gode sempre di una vita fondata su energia, vitalità, continua trasformazione e innovazione e noi andremo proprio ad accertarci che sia così, visitando i luoghi cardine dello Stato, ma anche il deserto, che copre circa il 75% dell’intera Israele e che è la speranza del futuro israeliano sia per le coltivazioni che per le sperimentazioni di energia alternativa.
La paura e il buio. Ecco l'Occidente

La barbarie piomba sul Medioriente. Non è un’orda di trogloditi in cerca di razzie. E’ l’Occidente iper-tecnologico che sfodera la clava delle sanzioni economiche e del taglio dell’elettricità per colpire i suoi avversari arabi. Gli Usa sorpassano le Nazioni Unite e approvano l’ennesima raffica di sanzioni contro l’Iran, mentre Israele decide di interrompere l’erogazione dell’energia elettrica a Gaza. La strategia è di prostrare la vita quotidiana per far desistere Teheran dal fabbricarsi in casa la bomba atomica e per bloccare i razzi scagliati da Gaza su Israele. Presidenti e segretari di stato duellano come fossero re e regine. Ma la scacchiera è sempre costituita da carne umana, quella di uomini e donne che scontano con la loro vita i conflitti tra gli stati. Mai nessun attacco diretto tra le teste coronate. Sono sempre i pedoni del popolo a rimetterci.
Amnesty International si accorge che Hamas e Fatah non sono gandhiani.

Amnesty International è normalmente pronta a chiudere un occhio sui danni collaterali delle valorose gesta dei terroristi palestinesi e molto diposta invece a castigare ferocemente le mancanze di Israele. L'attività di cane da guardia dei diritti umani è meritoria,
Adesso persino Amnesty accusa Hamas e Fatah di violazioni nei diritti umani e civili degli oppositori politici. Con calma e un po' in silenzio, purtroppo.
Il dubbio che ci coglie è immediato: com'è possibile che le due fazioni palestinesi siano tanto brutali fra loro, ma molto spesso non ci si preoccupa neppure di osservare il loro comportamento in caso di scontri con Israele?
Grazie a: esperimento
Israele si ferma per Yom Kippur

25 ore di preghiera e di digiuno da venerdì 21 settembre a sabato 22 settembre 2007
Il 22 settembre 2007, con inizio al tramonto della sera precedente, ci sarà Yom Kippur e poi, il 27 e 28 settembre (con inizio al tramonto del 26) la festività di Sukkot (che ha comunque durate diverse in Israele e nella diaspora).
Per il Kippur è previsto un digiuno di 25 ore per concentrarsi completamente nella preghiera e nella meditazione.
A Gerusalemme è tradizione recarsi al Muro Occidentale (Ha-Kotel) per chiedere perdono a Dio per le proprie colpe e i peccati commessi.







