
"La prossima amministrazione Usa deve mettere tutte le carte in tavola e prendere per le corna il problema Iran". [Fonte: Adnkronos]
Ugo Intini, Vice Ministro degli Esteri, artista della metafora.
(Nella foto, Corna)

"La prossima amministrazione Usa deve mettere tutte le carte in tavola e prendere per le corna il problema Iran". [Fonte: Adnkronos]
Ugo Intini, Vice Ministro degli Esteri, artista della metafora.
(Nella foto, Corna)

Siamo sicuri che tra la condanna a morte e la trasformazione in star della moda non ci sia una via di mezzo un filo più sensata?
Le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto. I primi sentori erano già arrivati dal rapporto al Congresso del generale Petraeus, ma ora i dati indicano chiaramente una svolta sensibile nell'approccio degli Usa al conflitto iracheno. I numeri ed i segnali incoraggianti che continuano ad arrivare dall'Iraq sono palesi e non mentono. Settembre è stato il mese meno sanguinoso dell'anno come numero di militari americani e civili iracheni rimasti uccisi. Fonti di Baghdad hanno fissato a 827 il numero dei civili morti nel mese appena concluso, con un calo del 48% rispetto ad agosto. Nello stesso tempo, il bilancio dei caduti americani è stato di 66 militari uccisi, il totale più basso dall'agosto 2006.

La barbarie piomba sul Medioriente. Non è un’orda di trogloditi in cerca di razzie. E’ l’Occidente iper-tecnologico che sfodera la clava delle sanzioni economiche e del taglio dell’elettricità per colpire i suoi avversari arabi. Gli Usa sorpassano le Nazioni Unite e approvano l’ennesima raffica di sanzioni contro l’Iran, mentre Israele decide di interrompere l’erogazione dell’energia elettrica a Gaza. La strategia è di prostrare la vita quotidiana per far desistere Teheran dal fabbricarsi in casa la bomba atomica e per bloccare i razzi scagliati da Gaza su Israele. Presidenti e segretari di stato duellano come fossero re e regine. Ma la scacchiera è sempre costituita da carne umana, quella di uomini e donne che scontano con la loro vita i conflitti tra gli stati. Mai nessun attacco diretto tra le teste coronate. Sono sempre i pedoni del popolo a rimetterci.

Fausto Bertinotti non è mai stato iscritto al PCI negli anni dell'egemonia, ma questo non gl'impedisce di ragionare da perfetto trinariciuto, beatamente ignorante di qualsiasi principio di civiltà elaborato negli ultimi quattro secoli. Un perfetto caso di atavismo, tanto da mostrare paralleli inquietanti con un'altra rivoluzione che ha riportato in auge i Secoli bui, quella Khomeinista. Non fa che rafforzarsi la tesi per cui certi virus non fossero un'aberrazione stalinista, ma fossero diffusi in tutta la sinistra, dentro e fuori il PCI. Basterebbe aver letto Pareto, Popper o Hayek per esempio, ma in fondo ne hanno scritto soltanto un secolo fa. Poco, per i nostri preistorici di ritorno.

sono un detenuto nel braccio della morte di un carcere iraniano e le scrivo questa mia per scongiurarla di non importunare oltre il governo iraniano in merito alla frequente applicazione della pena capitale. Mi rendo conto che questa lettera potrebbe sembrarle contraddittoria o suggerita dalla feroce polizia locale, ma le garantisco che è frutto esclusivo della mia inquietudine che cresce costantemente da quando ho letto che il ministero da lei guidato ha espresso pareri non del tutto lusinghieri sull’argomento.
Salman Rushdie è stato nominato baronetto alcuni giorni fa. Si tratta di una ottima notizia, la riaffermazione del principio della libertà di parola e della tolleranza per i tolleranti, principi che vanno purtroppo difesi da chi ne vorrebbe fare uso strumentale per imporre una nuova teocrazia e ricordati a chi sembra avere talvolta rigurgiti della vecchia. Ora manca il prossimo passo: oltre alle onorificenze, cerchiamo di mobilitare le piazze e di recuperare dignità e razionalità .

Se fossimo in Italia, sarebbe lo slogan perfetto. Ma se scattasse davvero la corsa al nucleare per trasformare l’intero Medioriente in una grande centrale atomica, più bombe per tutti vorrebbe dire anche più insicurezza per tutto il pianeta. La facilità con cui uno stato “canaglia” come l’Iran sta fabbricando la sua catena di montaggio per produrre energia nucleare sta spronando anche gli altri partner regionali a corteggiare l’idea di impiantare altre catene di montaggio. Giordania, Egitto, Yemen, Arabia Saudita e altri stati nordafricani stanno consultando l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, quella ripetutamente sbeffeggiata dall’Iran. Un team di esperti dell’IAEA ha appena concluso un round di consultazioni con i paesi aderenti al Consiglio del Golfo Persico. Anche tra le capitali dei principali esportatori di petrolio inizia a echeggiare il tema delle nuove risorse energetiche necessarie per sostituire quelle attuali in via di estinzione, soprattutto per produrre energia elettrica e impianti per la dissalazione.
Cosa succede quando si mettono insieme 70 milioni di dollari di finanziamenti statali, il Medio Oriente ed un produttore della CNN? Ecco a voi Al-Hurrah, un canale televisivo dove si celebra l'11 settembre, si intervista genuflessi il capo di Hezbollah e poi lo si critica come troppo moderato, si appoggiano i denigratori dell'Olocausto e si definisce Israele "lo stato giudaico sulle terre di Palestina ".

Il più moralista degli integralisti ultra-ortodosssi, il paladino dell'islam che più puro non si può, viene beccato a commettere atti impuri con una donna - e può scoppiare una rivoluzione! Il presidente dell'Iran Ahmadinejad, il più duro degli integralisti musulmani, non ha resistito agli impulsi ormonali e.. l'ha fatta grossa. E pure in pubblico! L'immaginazione disinibita degli occidentali "assatanati" galoppa verso calde scene erotiche in cui il presidente toglie ogni velo ad una procace vergine islamica mentre è nel suo studio, imitando le performances orali di Barbare Lewinsky. Invece no!