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intercettazioni | La Voce del Padrone
 

Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

intercettazioni

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Le spiegazioni di Latorre accusano e non assolvono

Con questi qua l’accordo non è possibile. Punto. E’ tempo perso mettersi a discutere della rava e della fava perché noi partiamo da un concetto di legittimità e di normalità dell’azione politica che non coincide con quello degli eletti. Il problema, in fondo, sta tutto lì.

Per rendersene conto basta leggere la lettera accorata che Nicola Latorre ha spedito agli orchi complottisti del Corrierino e che, dal suo punto di vista, dimostra la sua totale estraneità ad eventuali illeciti.

Ecco, la sua idea di cosa sia legittimo fare per un politico si desume da questi illuminanti passaggi:

“[…] da più di due anni i mass media disquisiscono con asserita competenza su argomenti estremamente delicati e complessi e che costituiscono oggetto di valutazione da parte di alcune Procure della Repubblica.”

 

Caro Berlusconi, voto no anch’io

Se Forza Italia, come sembra dalle anticipazioni balneari del suo scapigliato duce, voterà contro l’utilizzazione delle intercettazioni politiche nell’ambito delle inchieste sulle scalate bancarie, il sottoscritto, alla prima occasione utile, farà altrettanto sulla scheda elettorale annullandola.

Mica per populismo o per demagogia, e nemmeno su sollecitazione dei pruriti patibolari di Di Pietro e della sua combriccola di nostalgici di Mani Pulite, ma per una serie di considerazioni che vado a spiegare.

 

Modifiche costituzionali

Articolo 68 della Costituzione (Formulazione attuale)

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

 

Bondi e il garantismo dei miei stivali

Cominciamo con un’ammissione che non costa alcuna fatica: i portavoce di Forza Italia e dei capibastone del partito sono inguardabili, da sempre e non perdono occasione per dimostrarsi del tutto inadeguati al compito. Certo, se “portano voce” qualcuno gli avrà detto cosa dire quindi si può tranquillamente assumere che anche coloro di cui portano il verbo, specie su certi argomenti, siano altrettanto inguardabili.

 

Manette facili

Manette facili
 

Dietro Ricucci c’è solo paura

Messi nel sacco da un odontotecnico di Zagarolo, i nostri politicanti di serie C si chiudono in coorte e tuonano in ogni direzione possibile nel tentativo grottesco di sottrarsi ad ogni coinvolgimento nell’affaire scalate bancarie e mediatiche. Dalla magistratura distratta di D’Alema alla spazzatura berlusconiana, finalmente ci troviamo di fronte ad un gruppo unito che dimostra una visione del mondo con moltissimi punti di contatto rappresentati alla perfezione da Gianfranco Fini che non esita a consegnare alle agenzie una dichiarazione in stile D’Avanzo che lascia esterrefatti: il casino delle intercettazioni è stato fatto scoppiare ad arte da chi persegue obbiettivi diversi dall’interesse nazionale. Chapeau!

 

Non è successo niente

Ha ragione Massimo D'Alema: non è successo niente, tutto normale. Era solo una questione privata che non ci riguarda. Ognuno, del resto, è libero di esprimere le proprie passioni come crede. Io, per esempio, tifo Juve. Lui tifa Unipol.

 

Scoperta sensazionale: la biodiversità politica non esiste

Un piccolo gruppo di ricercatori giudiziari ha fornito le prove di ciò che si sospettava da tempo, almeno al di fuori della corrente di pensiero sostenuta da anni dal mondo accademico ufficiale. Dopo un anno di appostamenti in mimetica, sono stati rivelati i risultati di una ricerca destinata a fare rumore e a mettere in discussione la verità ufficiale dei circoli degli intellettuali secondo la quale elettori ed eletti italiani appartengono storicamente a due distinte categorie antropologiche, quella dei moralmente superiori e quella dei moralmente inferiori. Gli esperimenti condotti in ambiente sterile dimostrano che la differenza, fino a ieri attribuita ad una diversa codifica del DNA, è molto meno profonda e che, di conseguenza, non si può parlare di due razze distinte.

 
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