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Hamas

Pericoli pubblici

Oltre cento morti “civili”, centinaia di feriti. Appena prima, il viceministro della difesa israeliano aveva parlato di “shoah palestinese”, salvo ritrattare a breve giro di posta. Qualcuno, a Tel Aviv, ha perso la testa e si dimostra in preda ad una evidente crisi di nervi. Brutto segno, anche se pare che abbiano richiamato i blindati e che ci si possa fermare qua. Queste eccessive dimostrazioni muscolari non fanno bene alla causa di Israele, soprattutto perché offrono un bell’armamentario di alibi agli speculatori di professione, specie quelli internazionali, che si rincuorano e riprendono fiato ogniqualvolta si possa cinicamente ideologizzare un conflitto senza fine.

 

Amnesty International si accorge che Hamas e Fatah non sono gandhiani.

Amnesty International è normalmente pronta a chiudere un occhio sui danni collaterali delle valorose gesta dei terroristi palestinesi e molto diposta invece a castigare ferocemente le mancanze di Israele. L'attività di cane da guardia dei diritti umani è meritoria,
Adesso persino Amnesty accusa Hamas e Fatah di violazioni nei diritti umani e civili degli oppositori politici. Con calma e un po' in silenzio, purtroppo.
Il dubbio che ci coglie è immediato: com'è possibile che le due fazioni palestinesi siano tanto brutali fra loro, ma molto spesso non ci si preoccupa neppure di osservare il loro comportamento in caso di scontri con Israele?

Grazie a: esperimento

 

Chirac reloaded

Ha detto con suo classico biascicar serafico: "dialogare, non negoziare" (per adesso) con Hamas. Più che con Israele (che al più scuote la testa sconsolato), il Nostro bofonchione forse ce l'ha con Abu Mazen; si vede che il leader dell'ANP, come il sindaco di Castiglion della Pescaia non gli ha fatto pervenire gli auguri di buone ferie ...
Battute a parte, che figuracce fa fare il bisogno impellente di assicurarsi in fretta consensi a sinistra, in vista delle partite previdenziali e sociali dell'autunno prossimo .. Anche se,  va sottolineato, per il vecchio bojardo dalle ripetute "collaborazioni" sovietiche, tale posizione antiamericana non rappresenta nulla di scandalosamente nuovo.

 

A pranzo coi cannibali

D’Alema è così, un personaggio eccentrico che si crede investito da Dio in persona di un talento fuori dal comune, ma alla prova dei fatti un improvvisatore un po’ naif convinto che l’idea trasgressiva e controcorrente sia sempre segno indubitabile di una lungimiranza politica riservata a pochi eletti.

 

Gaza, chi semina vento raccoglie tempesta

Spiace prendersela con i defunti, ma questa è giustizia poetica: la casa di Yasser Arafat sarebbe stata saccheggiata da miliziani di Hamas. Allora forse è vero, che chi semina vento raccoglie tempesta; Hamas è anche figlio di Arafat, frutto della cultura suicida, del totalitarismo e della corruzione tipiche dell'OLP, prima e dopo il rientro in Palestina.

Yasser Arafat potrebbe benissimo essere definito come il Fuhrer dei Palestinesi, il dittatore e leader carismatico che più ha fatto per trasformare i residenti di una espressione geografica, la Palestina, negli aderenti e simpatizzanti di una setta suicida e forse, in secondo luogo, in una nazione; il suo epilogo, d'altronde, è simile a quello dell'imbianchino austriaco: ha trascinato con sé, nella rovina, il proprio popolo.

 

Hamas rulez

Adesso comincia il bello perché la sinistra radicale nostrana dovrà gettare finalmente la maschera e dichiarare apertamente la propria simpatia per i movimenti terroristici senza potersi più nascondere dietro l’alibi della solidarietà al popolo palestinese vittima dell’occupazione militare israeliana. Da oggi la Striscia è in mano ad Hamas e Fatah ha chiesto niente meno che l’intervento delle truppe israeliane. Il Fatah di Yasser Arafat, per essere chiari, cioè un gruppetto di amabili soggetti che ha nello statuto la mission di distruggere Israele.

 

1290-2007: dagli al Giudeo, di nuovo

Vergogna è fatta: il sindacato dei professori di Cambridge (quasi un ossimoro) chiede a gran voce l'embargo delle università israeliane, l'emarginazione degli scienziati e dei ricercatori ebrei. Non sono bastati la storia dell'espulsione degli Ebrei dall'Inghilterra del 1290, quella dalla Spagna, senza tirare in ballo tragedie molto, molto più recenti. Ha ragione Cantor: altro che Islam aggressivo, che è sempre esistito, il pericolo si annida fra noi europei.

 

Scusi ministro D’Alema, permette un paio di domande?

Il grado di approssimazione che caratterizza l’attività di questo governucolo è evidente, qualunque sia l’argomento di cui ci voglia occupare. Ma in politica estera ha dato, e insiste nel dare, il meglio di sé.

 

Il suicidio dei palestinesi

Punto e a capo. Il finale dell’ennesima puntata quotidiana di omicidi incrociati tra le due fazioni al potere in Palestina si conclude con la replica della solita tregua. Prima le scariche di fuoco per abbattere leaders e militanti dei gruppi armati, giusto per far capire che le armi restano il vero scettro del potere a Gaza. Quando i caricatori si sono esauriti, allora scatta la tregua mediata dagli arbitri egiziani, che vale giusto il tempo di procurarsi nuove munizioni e scegliere nuovi bersagli. Fantasie?

 

Israele e Hamas si scambiano i ruoli

Tutto da rifare. La volontà di pace della dirigenza palestinese era così granitica che sono bastati dieci razzi qassam su Israele per sfasciare le trattative di pace. Dopo mesi di mediazione in cui l’Arabia Saudita aveva investito il suo notevole capitale politico-diplomatico, la tregua stipulata da Novembre su Gaza è stata violata proprio nel giorno dell’indipendenza di Israele. Il presidente Abbas continua a martellare sulla pace a tutti i costi, ma i negoziati sono una moneta fuori corso in Palestina. La stessa Hamas che presiede il nuovo governo palestinese e propone la pace ad Israele ha assunto, per la prima volta, la responsabilità degli attacchi. Tutto come prima?

 
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