Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

guardia di finanza

La verità, vi prego, su Speciale

Mentre scrivo sto vedendo "Otto e Mezzo", dove Giuliano Ferrara e il suo soprammobile stanno intervistando Roberto Speciale, l'ex comandante della Guardia di Finanza che si è dimesso ieri dopo essere stato reintegrato dal Tar. E sento dire e ripetere a loop che Speciale è stato defenestrato perché non avrebbe ottemperato all'ordine di Vincenzo Visco di sostituire quattro ufficiali della GdF "che indagavano sul caso Unipol". Visco ha negato, e la cronaca dei fatti, in bocca al viceministro, assume un tono diverso: Speciale gli presenta qualche tempo fa un piano di avvicendamenti comprendenti l'intero comando della Gdf. Si fa ogni tre anni, è normale. Visco nota che tra le sostituzione non ci sono quelli che lavorano a Milano, ne chiede ragione e il generale risponde che siccome quelli là stanno lavorando a inchieste importanti è meglio che rimangano al loro posto.

 

Candidare Speciale? Meglio di no

D’accordo, gaudio e tripudio per la sentenza del TAR che fa a pezzi l’ennesima decisione uterina di Padoa Schioppa e che dimostra il grado di dilettantismo di uno che fa il ministro come farebbe il barone universitario. D’accordo la richiesta – inutile – di dimissioni e logica propaganda contro l’occupazione di ogni poltrona disponibile da parte degli emuli meno dotati dell’esercito della salvezza.

 

La Repubblica delle banane

Il governo ha stabilito, a suo parere, che Roberto Speciale è un bugiardo. Non si capisce allora perchè si voleva far accomodare il generale della Guardia di Finanza alla Corte dei Conti (passaggio peraltro bocciato dalla stessa ragioneria di Stato dato che l'avvicendamento non è stato firmato). Un controsenso che determina la cattiva buona fede del governo in carica che prima ha detto che Speciale è un falso dandogli però poi un contentino per tenerselo buono, aumentando ancora di più i sospetti in questa vicenda. Il massimo però lo abbiamo toccato ieri sera a Palazzo Madama. A mia memoria mi è difficile ricordare quello che ho visto dal canale satellitare del Senato. Si votavano infatti le mozioni e gli ordini del giorno presentati sia dalla maggioranza che dall'opposizione riguardo l'operato del governo nel caso Visco/Unipol/Speciale.

 

Una vittoria che sa di sconfitta

Prodi salva nuovamente la ghirba per il rotto della cuffia affidando a Padoa Schioppa il compito di incassare la peggior figura immaginabile in diretta tivvù. Ma il caso Visco-Speciale, probabilmente, non finisce qui grazie all’ennesima intuizione di Calderoli che, se fosse impiegato esclusivamente a creare trappole, diventerebbe una risorsa insostituibile dell’opposizione. Ma andiamo con ordine. La relazione di Padoa Schioppa deve averla scritta uno di Repubblica perché è il peggior concentrato di calunnie dell’ultima ora messo su a casaccio per giustificare ciò che per altre vie non sarebbe stato possibile fare. In una ventina di minuti il ministro delle finanze, che presta la faccia a quella impresentabile di Visco, fa un ritrattino di Speciale che lascia esterrefatti.

 

Il Consiglio dei Ministri delle Beffe. O dei buffoni?

Non arriverei a definirlo un Colpo di Stato, ma si tratta certamente di un nuovo nadir della vicenda politica italiana. Nello stesso Consiglio dei Ministri, viene revocata a Visco la delega sulla Guardia di Finanza ed il generale Speciale viene di fatto sollevato dall'incarico. Nello stesso momento, a prima vista il Governo getta la spugna ancora prima del dibattito in aula, riconoscendo come la posizione del viceministro fosse indifendibile; eppure, viene contemporaneamente dato il via libera alla vendetta di Visco sui finanzieri colpevoli di non aver chiuso gli occhi nella vicenda Unipol.
La revoca della delega a Visco potrebbe sembrare una vittoria ; purtroppo, Speciale ha pagato il prezzo per tutti ed insieme a lui lo ha pagato quel poco che resta delle istituzioni.

 

Caro amico ti scrivo

«Caro Presidente, come ben sai, sulla questione che mi ha visto coinvolto, originata da una campagna di disinformazione scientificamente organizzata a oltre un anno dai fatti e con evidenti finalità politiche tese a colpire me (ma anche a offuscare lo sforzo da te condiviso della lotta all'evasione fiscale ed i risultati che per questa via sono stati ottenuti per il risanamento dei conti pubblici) sono state dette e scritte cose non vere, sovente distorte e spesso del tutto false. Resta il fatto comunque che dall'intera vicenda emerge che la situazione al vertice della Guardia di Finanza è diventata insostenibile. Poiché esiste un conflitto esplicito tra autorità politica e Comandante Generale che può determinare incertezza e confusione nel Corpo, il quale deve invece poter operare in tutta tranquillità. Ritengo possa essere utile per agevolare una rapida soluzione. Ciò appare opportuno anche per il doveroso rispetto delle posizioni manifestatesi in Parlamento.

 

Visco: l'Intoccabile

La pubblicazione del verbale del generale della Guardia di finanza Speciale nelle pagine de Il Giornale, ha sucitato un grosso fermento tra la maggioranza. Da quanto può essere desunto da tale verbale, il vice-ministro Vincenzo “Il Vampiro” Visco, avrebbe intimato ai vertici dell’arma una serie di trasferimenti. Un fatto molto grave, un’indebita ingerenza del mondo politico tra le forze armate.
E’ molto difficile per un ufficiale delle forze armate inventare storie simili. Ed è quindi difficile credere che l’intera vicenda sia una montatura, almeno per chi conosce l’impegno e gli ideali degli uomini che lavorano nelle forze armate.
Non è necessario fare molti giri di parole, come si dice, carta canta. E il verbale, quello pubblicato su Il Giornale, è un documento inequivocabile.

 
Condividi contenuti