
La sinistra italiana odia la scuola – sia quella pubblica sia quella privata -, è un dato di fatto. Dopo averne demolito l’impianto iniettandole il virus del sei politico in nome dell’egualitarismo da senzatetto cerebrale e averla riempita di professori che di enciclopedico hanno solo l’ignoranza e l’inadeguatezza al compito, oggi si appresta a darle il colpo di grazia affidandola alle sapienti mani di Beppe Fioroni e di Livia Turco, due soggetti che in un paese appena normale non solo non sarebbero ministri, ma sarebbero amorevolmente custoditi in luoghi specializzati.






