
Invece di aggiungere altre parole a questa politica rigonfia di paranoie e congetture, occorre un semplice gesto: una sberla, un’affettuosa ma decisa sberla per questa classe politica che continua a ficcare la testa nella sabbia dei giochi di potere. Sono bastate le elezioni anticipate per scatenare le papille gustative di questi cani di Pavlov. Tutti a sbavare per le liste, le candidature, il posto giusto in lista. Tutti, nessuno escluso. Tutti fulminati sulla via di Roma, sia provenendo da destra che da sinistra. Berlusconi già pregusta il ritorno a Palazzo Chigi annunciando che la prima legge del nuovo governo sarà sulle intercettazioni telefoniche. La sinistra non ha più niente da dire e spera solo di cadere in piedi. A parte queste seghe mentali sull’esito del voto, silenzio assoluto. Silenzio sul lavoro, sull’immigrazione, sulla sicurezza, sullo sviluppo, sulla sanità, sulla scuola, sulla politica estera, sulla questione energetica. Silenzio sulla realtà – e quindi sulle persone che sono oppresse da questa realtà.






