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giustizia

Giustizialismi

Punire, punire e fortissimamente punire. Siamo di fronte alla gogna della berlina politica mediatica, voluta ed aizzata dalla parte peggiore del sistema paese. Quella parte di società preda e vittima della sua stessa mediocrità. Che mai sarà contenta e mai sarà saziata anche davanti all’ultima auto blu demolita; invidiosa di quello che non ha e che non potrà mai avere, non per colpa di qualcuno, ma solo per via della sua pochezza caratteriale ed intellettuale.

 

Più che inquirente, inquietante

Premessa. Mettiamo da subito i puntini sulle “i”: secondo quanto dispone l’articolo 358 del codice di procedura penale, “il pubblico ministero compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell'articolo 326 [indagini preliminari, n.d.M.] e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini."

Tradotto, il PM ha il dovere di accertare fatti e circostanze anche a favore della persona indagata. Di questo dovere previsto dalla legge bisognerà pure che cominciamo a parlare perché la magistratura inquirente italiana dell’articolo 358 sembra sbattersene allegramente i coglioni, soprattutto quando il caso scala rapidamente le classifiche dell’hit parade dell’audience televisiva e mediatica in genere.

 

Me gratto li cojoni!/2

Evidentemente, la Cassazione si è imposta una svolta efficientista. Oggi, dopo il divieto a grattarsi gli zebedei, arriva la sentenza che definisce "ingiuria" il dare del dilettante a qualcuno, specie se è un professionista.

E' bello sapere che c'è un sacco di gente che non ha un cazzo da fare.

 

Me gratto li cojoni!

In fondo, non è che vada poi tutto così male. Prendiamo la giustizia, ad esempio, della quale tutti si lamentano. Un po’ perché giudica a capocchia, un po’ perché per arrivare alla sentenza definitiva ci impiega spesso tempi che superano l’aspettativa media di vita delle parti in causa.

Eppure, quando l’oggetto del contendere è di particolare rilievo sociale, capita che si dimostri in grado di portare a termine il proprio compito con una velocità impressionante.

 

Ego te absolvo in nomine Patris

Luca Casarini è stato condannato a recitare un’Ave e un Pater poiché ha peccato, ma in nome di un fine nobile e meritevole. Non è la sentenza di un confessionale, ma quella del tribunale del popolo di Padova che, nel riconoscere la colpevolezza del leader no global del reato di interruzione di pubblico servizio, mitiga la sentenza riconoscendo al reo l’attenuante del particolare valore morale e sociale che ha ispirato l’azione.

Ovviamente, lo scopo fu altamente morale e sociale perché Casarini, assieme ad altri intrepidi eroi, a rischio della propria vita e con assoluto sprezzo del pericolo, bloccò il transito ad un treno che trasportava materiale bellico alla base americana di Camp Darby quando la guerra in Iraq faceva ancora notizia.

 

Garantismo laico col cappio

Uno egli atteggiamenti che preferisco, e che accomuna l’oltranzismo cattolico e veterocomunista, è il modo porsi nei confronti del sistema con il quale si pretenderebbe di dispensare la giustizia. I troppi rappresentanti delle due categorie di cui sopra hanno una visione, per così dire, un filino etica sull’argomento per cui, appena si trovano di fronte alla sola ipotesi di un reato, sputano sentenze moralistiche immediate fottendosene allegramente delle prove. Ahimè, anche su queste pagine.

 

Clementina Forleo fan club

Son due giorni che leggo post su post del Clementina Forleo fan club, quasi tutti comparsi sulle pagine della nostra città virtuale, e non riesco a vincere molte perplessità sulla vicenda.

Ora, a parte la considerazione quasi ovvia che ogni “partito dei magistrati” mi sembra un rimedio peggiore del male, quello che più mi stupisce è la memoria corta di molti di coloro che oggi strillano contro l’operazione di regime. Clementina Forleo è lo stesso magistrato che ebbe a pronunciarsi a favore di Mohamed Daki e del suo gruppo di pastori di kamikaze riconoscendo loro lo status privilegiato di guerriglieri invece di quello meno nobile di terroristi. Di fatto, prese una decisione “ideologica” motivandola con una personalissima tesi sull’impossibilità di stabilire un legame diretto tra attività di reclutamento e di finanziamento con le azioni effettivamente intraprese dagli arruolati.

 

Un'ingiustizia!

Perché uno sì e l'altro no? Questo mi sembra vero e proprio razzismo. Solo ieri le prime pagine dei giornali on line - e poi anche le rispettive edizioni cartacee - erano piene della più fervida e pelosa indignazione per una di quelle notizie un po' così: Marco Ahmetovic, il 22enne rom che la sera fra il 22 e il 23 aprile travolse e uccise, col suo furgone, quattro ragazzi di Appignano del Tronto, sarebbe diventato testimonial allo scopo di promuovere una serie di gadget con il marchio "Linearom".

 

Lo slalom sul pacchetto sicurezza

“Questa operazione risponde ad un progetto che ha come motore gli esponenti della sinistra più radicale che rappresenta chi non crede nella legalità”. Parole forti che certo non lasciano dubbi quelle dichiarate dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati il quale, davanti alla massiccia fuoriuscita dalla sua maggioranza di molti Ds, rispetto al problema della sicurezza del capoluogo emiliano, non ha dubbi:”Sono attriti che certamente si riproporranno anche dal punto di vista nazionale”.

 

Illegittimo ma non illecito .. pensar male

"Illegittimo ma non illecito"; tale la formula con cui  secondo i giornali il pm della procura di Roma Angelantonio Racanelli ha chiesto insieme con il procuratore Giovanni Ferrara l'archiviazione per il (vice)ministro dell'Economia Visco nel "caso Speciale".
Non sono un giurista, ma la frase apre squarci di visione inquietanti per il logico.
Esisterebbero quindi secondo la legislazione italiana atti "privi delle condizioni volute dalla legge" (significato di "illegittimo") che non sono però "oggettivamente contrari all'ordinamento giuridico" (significato di "illecito"). Interesting ... ma le condizioni volute dalla legge dove sarebbero fissate se non nelle norme dell'ordinamento giuridico? Mah ...

 
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