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Politica, magistratura e il nuovo '92

Siamo davvero alle soglie di un nuovo '92? L'intervento di Mastella alla Camera, e il conseguente penoso dibattito che ne è seguito ha (ri)aperto il discorso sul tema, già sollevato in precedenza durante il caso Forleo: per fortuna, in Italia i dibattiti sono la cosa più caduca che ci sia, e quindi non appena scoppierà la prossima emergenza continuativa tutto sarà dimenticato. Però, tanto vale cogliere l'occasione per buttare lì un paio di considerazioni, e vedere se sono in qualche modo condivisibile. E' vero che anche oggi assistiamo a un cortocircuito istituzionale tra politica e magistratura, è vero che di questo scontro al penultimo sangue - non è il caso di drammatizzare più di tanto: noi non dobbiamo vendere i giornali - si vedono sui mass media solo gli effetti e i motivi ultimi (e scompaiono quelli intermedi), è vero che gli animi del "popolo" sono esacerbati.

 

Aldo Moro 2.0

Il ministro della giustizia ha paura dei processi e fugge dal giudizio del popolo. Ha paura di fare la fine di Aldo Moro. Ma non hai mai paura di fare brutta figura, di apparire fuori posto, di risultare offensivo e sgradevole. D'altronde sono le sue principali doti. Durante la sua visita a New York Mastella parla citando Aldo Moro: “non ci lasceremo processare dalle piazze”.

La sola idea di finire sotto processo deve inquietare non poco il sonno di Mastella. Ma aggiunge anche, già che c’era e soprattutto che era lontano dall’Italia, che il rischio di terrorismo politico è di nuovo alto. Dunque va avanti il processo di beatificazione del Ministro di Giustizia. Dopo le minacce di sfiduciare il cda della Rai in seguito alla trasmissione di Santoro, adesso arriva l’autoritratto di Mastella quale bersaglio dei terroristi. Quali? Per ora Mastella non scende nei particolari.

 
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