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Giavazzi

Il liberismo è di sinistra quanto l'igiene personale

Ossia, lo vorremmo tutti, ma purtroppo non è per nulla scontato.
Non ho alcun dubbio che Giavazzi, ex socialista autonomista, od Alberto Alesina siano liberali "senza se e senza ma" e che vorrebbero che il resto della sinistra italiana seguisse la strada che hanno tracciato. Questo implica, tuttavia, il ripudio delle proprie radici socialiste e che si riconoscesse l'ovvio: definirsi contemporaneamente di sinistra ed in favore del libero mercato è possibile, ma sarebbe necessario rinnegare gran parte della storia dei maggiori partiti della sinistra italiana degli ultimi 150 anni. Non lo è, rimanendo di "questa" sinistra.

 

Destra, sinistra e la truffa di Giavazzi

Ohibò! Stamane ho scoperto di essere di sinistra e ho avvertito un leggero senso di vertigine che, per fortuna, non ha avuto il tempo di mutarsi in crisi identitaria. Per averne conferma, mi sono fatto un ripassino di uno scritto di Norberto Bobbio la cui rilettura mi ha definitivamente tranquillizzato: potrei essere considerato di sinistra se fossimo nel 1789 e stessimo dibattendo dell’opportunità di schierarsi con o contro il sovrano. Cioè nel tempo in cui vivono attualmente Giavazzi e Alesina i quali hanno scritto e stampato un libro di 126 pagine per dire che il liberismo è di sinistra e che il suo campione è Bersani. Libro ampiamente recensito sulle pagine della “cultura” del Corrierino che oggi smette ufficialmente di essere quello “dei Piccoli” per diventare quello “degli Illusionisti”.

 
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