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GdF

La verità, vi prego, su Speciale

Mentre scrivo sto vedendo "Otto e Mezzo", dove Giuliano Ferrara e il suo soprammobile stanno intervistando Roberto Speciale, l'ex comandante della Guardia di Finanza che si è dimesso ieri dopo essere stato reintegrato dal Tar. E sento dire e ripetere a loop che Speciale è stato defenestrato perché non avrebbe ottemperato all'ordine di Vincenzo Visco di sostituire quattro ufficiali della GdF "che indagavano sul caso Unipol". Visco ha negato, e la cronaca dei fatti, in bocca al viceministro, assume un tono diverso: Speciale gli presenta qualche tempo fa un piano di avvicendamenti comprendenti l'intero comando della Gdf. Si fa ogni tre anni, è normale. Visco nota che tra le sostituzione non ci sono quelli che lavorano a Milano, ne chiede ragione e il generale risponde che siccome quelli là stanno lavorando a inchieste importanti è meglio che rimangano al loro posto.

 

Un regalo "Speciale"

Natale. Tempo di regali. I bambini, intenti a scrivere letterine a Gesù Bambino, stanno aspettando davanti ai camini con le orecchie tese verso la finestra, attenti ai primi scampanellii di “slitte volanti” in lontananza. E ci si stringe il cuore a vederli felici mentre scartano i loro doni come premio per il loro anno da bravi angioletti.

 

Napolitano: due pesi e due misure

Come sempre certi fatti passano in sordina, come per esempio lo scandaloso comportamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. D’altronde non c’è da stupirsi, visto il giornalismo schierato che caratterizza gran parte dei nostri media.
I fatti sono due e ci fanno pensare al famoso adagio “due pesi e due misure”. Sì, perché il capo dello stato ha proprio agito in tal senso. Prendete gli appelli della Cdl a che il presidente intervenisse, in quanto capo delle forze armate, nella vicenda del generale della GdF Speciale. In quel frangente Napolitano addusse motivi quanto mai banali e scontati, in parole povere fece lo scaricabarile, motivando la sua scelta con la necessità che tale tema fosse di competenza delle forze politiche e comunque del governo.
E va bene, ce ne faremo una ragione, abbiamo pensato.

 

Un silurato "Speciale"

Alla fine è successo quello che noi tutti temevamo. Era purtroppo nell'aria e ormai, conoscendo il governo in carica, c'era da aspettarselo. Da oggi la Guardia di Finanza e sotto le direttive di palazzo Chigi. In un modo bislacco, Romano Prodi ha salvato, si il suo governo, ma minato nel profondo la democrazia, sempre si possa ancora parlare di democrazia nel nostro paese. Il voto previsto per la prossima settimana in Senato è stato congelato ritirando le delege sulla Gdf attribuite al viceministro dell'economia Visco, ma destituendo il generale Roberto Speciale, come tra l'altro si stava provando a fare ormai da qualche settimana, dopo la pubblicazione, del Giornale di BelPietro, delle deposizioni dello stesso generale sul caso Unipol. Questo caso è veramente incredibile, come è incredibile, in alcuni casi, l'atteggiamento dei media nell'affrontarlo. Di certo invece sta provocando, e meno male, una tempesta politica non da poco.

 
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