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furto d'auto

Le cose che non so di te

Carissimo figlio di moltissimi padri,

ci ho pensato sopra tutta la notte prima di decidermi a scriverti questa lettera aperta combattuto tra la voglia di sfogarmi e la curiosità di sapere chi sei. Noi non ci conosciamo, eppure siamo in qualche modo legati da qualcosa che abbiamo in comune: la macchina. Nel senso che la macchina è mia, ma da ieri, per qualche buona ragione che ignoro, hai pensato di prenderne il volante e la stai usando te per andarci a spasso chissà dove.

Qualche razzista forcaiolo di destra non avrebbe esitazioni a chiamarlo furto, ma bisogna andarci piano con le parole perché ci son troppe cose che non so di te.

 
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