Questo sito se ne sbatte del Web 2.0!

Francia

Brame d'altrui francofilie

Sinistra socialcomunista al 35%, centrodestra maggioranza assoluta, centristi spazzati via.
Se i risultati saranno confermati, non sarebbe una sconfitta, ma un massacro. Spero davvero che i trotzkisti francesi, François Bayrou e Ségolène Royal siano ancora gl'idoli della sinistra italiana, come lo erano appena prima del secondo turno nelle elezioni presidenziali: quando Bayrou veniva visto come la prova provata della bontà del progetto di Partito Democratico, visto il sorprendente successo ottenuto con una formula che imitava il Pd, a sentire i nostri commentatori; quando Sègolène sembrava essere il modello per ogni futuro leader della sinistra de noantri, insieme materna e dura, solidale e di successo.

 

Ogni promessa è debito

Sarkozy ha vinto in Francia (e vincerà anche le legislative facendo sprofondare la sinistra francese in una crisi dalla quale sarà difficile potersi rialzare), non grazie ad una ideologia con il paraocchi o a teoremi astrusi, ma perchè è stato l'uomo della concretezza, davanti ad una sinistra populista e priva di idee. Nicolas ha avuto la grande forza (e furbizia) di offrire soluzioni concrete contro gli specchietti per le allodole e il pressapochismo della Royal. Perchè di questo ha bisogno oggi la politica, tanta chiarezza e tanti fatti. Sarkozy è questo. E per non smentirsi, non solo ha fatto entrare dei socialisti nel suo governo (a riprova della sua lungimiranza politica), ma udite udite, sta già mantenendo le promesse elettorali. Certo in Italia, e per come ci ha abituato il governo di Romano Prodi, questa cosa di mantenere le promesse elettorali dopo pochi giorni l'entrata in vigore del mandato di governo, lascia di sasso.

 

Rivoluzione Sarkozy - atto secondo

Sembrava scoppiato dopo il botto della vittoria. Invece sono bastati due giorni di sole e di mare per ricaricare le batterie ed ecco Sarkozy che brucia nuove tappe prima ancora di prestare giuramento. Nel volgere di pochi giorni il neo-eletto presidente ha scompaginato le convenzioni della politica parigina dimettendosi dalla presidenza del suo partito, convocando i sindacati e gli imprenditori e compilando la lista del suo governo. Operazioni d’immagine per mettere in pratica il suo decantato decisionismo, tutte convergenti sullo stesso bersaglio: tramortire politicamente la sinistra dopo averla fracassata elettoralmente. La strategia è antica: dividi e comanda.

 

Dategli tempo

Segnatevi questi due nomi: François Fillon e Valérie Pécresse. Lui, 53 anni da poco compiuti, già ministro durante i governi Balladour, Juppé (I e II) e Raffarin (I, II e III), sarà con molta probabilità il primo ministro di Sarkozy; lei, 40 anni tra due mesi, portavoce dell’UMP, è la punta di diamante del nutrito gruppo di “sarkozettes” che entreranno a far parte della prossima squadra di governo.

 

Partito il dopo Segolene: l'unica rossa con qualche posibilità di vittoria

Partito il dopo Segolene: l'unica rossa con qualche posibilità di vittoria
 

La lezione francese

Sarzozy, secondo pronostico, sale all’Eliseo rimediando una netta vittoria elettorale ai danni della gauche gallica troncando sul nascere il velleitarismo d’antan della sua concorrente in gonnella e impartendo una bella lezione sia ai suoi omologhi europei sia alla visione del mondo concorrente.
Questa lectio è fatta sia di novità sia di conferme delle quali è bene che ognuno, elettore ed eletto, francese o europeo, farebbe bene a tenere conto.

 

La Francia che non c’è

Sarkozy più credibile, centristi poco convinti dalla Royal. La Francia che non c’è è quella che vi raccontano i quotidiani e telegiornali italiani, oggi. In realtà sappiamo benissimo che quel “oggi” potremmo ometterlo, il servilismo e il provincialismo che caratterizzano il giornalismo italiano sono arcinoti a tutti.

 
Condividi contenuti