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Forza Italia

Liberalfascisti

Continua l’odissea nello spazio del PdL, il Grande LiberalFrullatore. Dopo i liberalsocialisti e i liberalmedievali, oggi è il turno dei liberalfascisti.

Giuseppe Ciarrapico, ex aspirante tamburino dei Balilla e irriducibile nostalgico del ventennio, entra in lista a difendere con la spada il solco tracciato dall’aratro. Immediate le reazioni di approvazione di Fiamma Nirenstein, anche lei candidata secondo il nuovo corso che premia gli accostamenti degli opposti e giubilo tra il popolo di centrodestra che non vedeva l’ora di sfoggiare un altro rottame ideologico alle prossime elezioni.

Lasciando da parte attacchi e parate, merita una citazione Cicchitto il quale, senza ombra di rossore, afferma:

 

Sogni irrealizzati

Roma, 29 nov. - (Adnkronos) - ''Non ho mai fallito nessuno dei miei sogni e dei miei obiettivi''. A sottolinearlo e' il presidente di FI Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a Montecitorio snocciolando tutti i suoi successi politici e imprenditoriali. ''Ho detto che avrei costruito una citta' di 4mila persone e l'ho fatto -spiega il Cavaliere- ho detto che ne avrei fatta un'altra da 12mila: fatta. Ho detto che Mondadori sarebbe diventato il primo editore e cosi' e' stato. Il Milan? Ho detto che saremmo arrivati sul tetto del mondo e ce l'abbiamo fatta''.

Non è che oggi voglio essere ripetitivo e ossessivo, ma manca un pezzo. Quando scese in campo nel 94 promise di cambiare l'Italia portando il paese verso un sistema liberale. Mi pare evidente che le cose siano andate in maniera un tantino diverse. Ora, i casi sono solo due: o non era un obbiettivo reale, e allora è corretto non considerare la faccenda tra i fallimenti; oppure diceva sul serio, e allora la lista omette qualcosina.

 

Forza Italia si converte ai punti fragola

Le parole volano, ma gli scripta manent: dal predellino di Piazza San Babila si era parlato di scioglimento di Forza Italia e di confluenza nel nuovo e misterioso soggetto politico del popolo e delle libertà il cui embrionale programma si sostanziava nel chi ci sta, ci sta e il resto mancia.

Il sottoscritto, elettore di Forza Italia nonostante il cronico berluscetticismo, aveva manifestato immediatamente non poche perplessità di sostanza, pur riconoscendo che la statura comunicativa e il fiuto animale di quest’uomo superano abbondantemente il tetto naturale del metro e settanta sotto al quale se ne va a spasso.

 

In ginocchio da te

Sarà anche vero che gli anni trascorsi a macinar libri sotto l’occhio inflessibilmente vigile dei Fratelli delle Scuole Cristiane l’abbiano licenziato col massimo dei voti e col minimo di fede cristiana, ma la giovane promessa della politica italiana ha conservato di sicuro una spiccata tendenza alla genuflessione che, ormai, esegue con una tale perfezione del gesto che strappa applausi ad ogni replica.

 

Bondi porta Forza Italia nel PD

Se la linea politica di Forza Italia è quella tratteggiata da quel vecchio rottame comunista di Sandro Bondi nella lettera inviata al Corriere della Sera, allora tanto valeva candidare Berlusconi alla guida del Partito Democratico e mettere una bella pietra sopra al progetto di portare un po’ di libero mercato in un paese che, evidentemente, a questo sistema è profondamente allergico.

Forse per pudore, la lettera non compare (ancora) sull’edizione on line ed è un peccato perché una tale accozzaglia di stupidaggini avrebbe meritato la più ampia diffusione, se non altro per questioni di correttezza e di trasparenza nei confronti di chi, come il sottoscritto, ha sprecato ben due voti a favore alle ultime elezioni.

 

Caro Berlusconi, voto no anch’io

Se Forza Italia, come sembra dalle anticipazioni balneari del suo scapigliato duce, voterà contro l’utilizzazione delle intercettazioni politiche nell’ambito delle inchieste sulle scalate bancarie, il sottoscritto, alla prima occasione utile, farà altrettanto sulla scheda elettorale annullandola.

Mica per populismo o per demagogia, e nemmeno su sollecitazione dei pruriti patibolari di Di Pietro e della sua combriccola di nostalgici di Mani Pulite, ma per una serie di considerazioni che vado a spiegare.

 

Bondi e il garantismo dei miei stivali

Cominciamo con un’ammissione che non costa alcuna fatica: i portavoce di Forza Italia e dei capibastone del partito sono inguardabili, da sempre e non perdono occasione per dimostrarsi del tutto inadeguati al compito. Certo, se “portano voce” qualcuno gli avrà detto cosa dire quindi si può tranquillamente assumere che anche coloro di cui portano il verbo, specie su certi argomenti, siano altrettanto inguardabili.

 
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