Oscar Giannino[*] parla dell'altra faccia del pianeta tributario: i crediti vantati dai contribuenti nei confronti dell'erario, una somma che potrebbe facilmente arrivare a 26 miliardi di euro.
I decenni necessari per ottenere un rimborso, il paradosso della necessità di prestare garanzie per poter presentare domanda di rimborso, gli interessi irrisori sulle somme ingiustamente trattenute, se comparati a quelli dovuti in caso di debiti fiscali: quando si tratta di gestione delle materie fiscali, è proprio il governo il primo a predicar bene ed a razzolare malissimo, a dare un pessimo esempio di comportamento moroso ed arrogante, quasi a rimarcare continuamente quanto il contribuente italiano sia un suddito, non un cittadino.
Perché non cominciare a correggere questa palese ingiustizia, destinando il nuovo "tesoretto" al ripianamento di parte dell'ingente debito che lo Stato ha nei confronti del popolo italiano?
[*] Libero, 25 Agosto 2007
Fisco
Quand'è che Cesare ci restituirà quel che non è di Cesare?
Where Taxes go 2008

Qualcuno si chiede, anch'io mi chiedo, sarà mai possibile visualizzare lo spending statale? Vedere dove vanno tutti quei miei soldi "moralmente" versati al fisco-visco? La risposta per l'Italia per adesso non ce l'abbiamo, ma in compenso abbiamo un ottimo esempio di trasparenza e chiarezza, pure grafico, guarda caso dagli Usa. Si chiama Death and Taxes 2008 Poster: trovate il link su Abr's No Comment, il tumblelog di Abr, in data 23/8.
Viene presentato così: A visual guide to where your federal tax dollar go. Bellissimo esercizio di information design - e di democrazia reale. Chi paga le tasse federali - negli Usa - può vedere a colpo d'occhio e in proporzione in che programmi vanno a finire i suoi soldi.
Ancora tasse, ancora sulle tasse

Stabilito che anche Dio desidera che le tasse si paghino, il governo pare si voglia mettere subito al lavoro per aumentarle, stavolta “riallineando” le aliquote sulle rendite finanziarie attraverso l’adozione di un’aliquota unica al 20% sui guadagni derivanti da investimenti sul mercato dei quattrini, BOT inclusi. Era scritto nelle sacre tavole del programma unionista e non c’è da sorprendersi se questo punto troverà applicazione senza tanti scontri nella maggioranza perché, quando si tratta di passare all’incasso, sinistra riformista e sinistra radicale diventano improvvisamente un sol uomo e agiscono con lodevole compattezza. Così, mentre c’è un pezzo di paese che comincia a prendere in seria considerazione lo sciopero fiscale, cioè l’idea neanche tanto bislacca di non pagarne punte, una ristretta minoranza di bolscevichi d’assalto studia il sistema per chiederne un po’ di più dell’anno precedente che la famiglia aumenta e le bocche da sfamare crescono con lei.
Dio e le tasse nel paese del cicale

Fino a pochi anni fa si poteva andare in vacanza tranquilli perché in Agosto “chiudeva” anche la politica, nel senso che i nostri capimandamento si contentavano di stare sulle pagine dei giornali sfruculiando argomenti leggeri e meglio digeribili di quelli soliti per consentire a tutti di ritemprare le forze e ricaricare le batterie dell’infinita pazienza che ci vuole a sopportarli negli altri undici mesi dell’anno. Adesso sono saltate anche queste vacanze e spopolano sulle spiagge accaniti dibattiti sulla precarietà e sulle tasse con buona pace per il fatturato in crollo verticale del cocco fresco e cocco bello che invecchia nelle ceste dei suoi peripatetici venditori. In vacanza non ci va più neanche la Chiesa e Bertone, dopo un’attenta valutazione delle innovative teorie dottrinali di San Romano Prodi, esce allo scoperto su uno dei pochi temi che, per la gerarchia ecclesiastica, dovrebbe essere rigorosamente off-limits.
Il catechismo di Don Romano Prodi

Ovvero dei peccati fiscali, parte seconda. Romano Prodi non demorde nella proposta della sua nuova teologia “laica” e, come fanno tutti gli accattoni di povero intelletto, arruola al suo servizio quelli che non possono rispondere sulle colonne dei giornali ai quali il neopredicatore si rivolge per la predica. Oggi è il turno di San Paolo per cui, visto che le omelie in difesa del fisco non le fanno i parroci, ci pensa direttamente lui a salire sul pulpito per fare una delle affermazioni più sconcertanti che ci sia stato dato di sentire negli ultimi due secoli di storia italica. Siccome di notte non ha niente da fare, probabilmente è andato a riesumare qualche lettera dell’apostolo e, tra i vari passi, si sarà innamorato di questo che sta nella Lettera ai Romani, capitolo 13:
Peccati fiscali

Grazie all’intuizione dottrinale di Romano Prodi, pare che il prossimo catechismo della Chiesa Cattolica dovrà essere aggiornato in materia di peccati mortali visto che il premier, nell’intervista a Famiglia Cristiana pre-vacanziera, ha sollevato un tema sul quale già si sono messi al lavoro teologi di chiara fama.
Il presidente del consiglio continuamente uscente denuncia con stupore il silenzio dei parroci nelle chiese che evitano di parlare dell’evasione fiscale dei fedeli stigmatizzando a dovere questo comportamento che, stando a quanto stabilisce la dottrina ufficiale, ha tutti i requisiti che qualificano il gesto come di gravità suprema poiché distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una palese violazione della Legge di Dio.
Siamo un paradiso fiscale

Se gli investimenti stranieri in Italia latitano, qualche motivo ci sarà pure. Escludendo tranquillamente ragioni di antipatia per la gente e perplessità diffuse sull’instabilità delle condizioni climatiche, magari dipende da alcuni fattori che, per chi volesse mettere quattrini in un’attività diversa da quella caritatevole, possono scoraggiare anche i più ottimisti. In generale, li conosciamo abbastanza bene: soffriamo di carenze strutturali croniche, abbiamo un tasso di burocrazia spaventoso, il mercato del lavoro non è intelligentemente flessibile, il sistema delle regole assomiglia alla settimana enigmistica e per ottenere una sentenza da un tribunale è più utile farsi patrocinare da Sant’Antonio che da un avvocato.
Lo Stato fa la spesa proletaria

Mentre si discute animatamente di partecipazioni ai Family-day e alle giornate dell’Orgoglio Laico e ci si divide su come spendere tesoretti ed finti extragettiti fiscali la ConfConsumatori, nel silenzio totale degli organi di informazione, denuncia i primi effetti dei provvedimenti liberalizzatori del duo Bersani-Visco.






