Il ministro Fioroni è preoccupato perché, secondo le ultime statistiche del ministero, gli studenti che passano l’anno carichi di debiti sono troppi. Per lo più, sono debiti in matematica. Avranno copiato i compiti da Padoa Schioppa?
Update: a Settembre, per dare il buon esempio, hanno già rimandato Fassino, Latorre e anche D'Alema. Per loro, si paventa un debito notevole in Educazione Civica
Fioroni
Tornano gli esami a settembre
C'era una volta...

Si dice che, tanto tempo fa, l’antico popolo italico scelse di affidare il proprio destino alla setta dei risanatori dei conti pubblici che per lunghi anni aveva vagato per il Paese predicando rigore e austerità nel nome supremo degli interessi inviolabili della nazione.
Promisero – e mantennero una volta ascesi al potere – lacrime e sangue perché così non si poteva andare avanti e decisero di imbandire le tavole dei sudditi a solo pane e acqua perché ognuno avrebbe dovuto fare la sua parte mettendosi ginocchioni nell’atto di penitenti.
Secondo gli antichi testi, la cura diede immediatamente i suoi benefici effetti come dimostra questo brano appartenente alla famosa raccolta delle “Meditazioni” del Grande Cerimoniere:
La fabbrica dei deficienti

La scuola italiana è rimasta l’ultima, anacronistica catena di montaggio dell’industria pubblica gestita dallo Stato. Centinaia di migliaia di alienati, assolutamente privi di un qualsiasi interesse per ciò che ci vanno a fare, girano meccanicamente le chiavi inglesi del loro moderno pensiero educativo sulle scarse e tenaci rotelle dei giovani virgulti che passano sonnecchiando sul nastro trasportatore. Da quando è caduta definitivamente nelle mani dell’orgoglio intellettuale della sinistra, quella tutti diritti e doveri niente dei reduci della stagione della fantasia al potere, ha intrapreso il suo mesto cammino in discesa consegnandosi senza combattere al principale nemico della cultura. Non è un mistero, infatti, che il rigore ideologico dei padri degli attuali tifosi di Unipol preferisse di gran lunga un popolo “formato” secondo dottrina ad uno dotato degli strumenti culturali adatti a formarsi un giudizio autonomo.
Carabinieri educatori e Grande Fratello: la scuola si rinnova

La sinistra italiana odia la scuola – sia quella pubblica sia quella privata -, è un dato di fatto. Dopo averne demolito l’impianto iniettandole il virus del sei politico in nome dell’egualitarismo da senzatetto cerebrale e averla riempita di professori che di enciclopedico hanno solo l’ignoranza e l’inadeguatezza al compito, oggi si appresta a darle il colpo di grazia affidandola alle sapienti mani di Beppe Fioroni e di Livia Turco, due soggetti che in un paese appena normale non solo non sarebbero ministri, ma sarebbero amorevolmente custoditi in luoghi specializzati.
Maestri di vita

Secondo Fioroni, non si può pretendere una scuola di qualità se lo stipendio di un insegnante è pari a 1.300 euro mensili. Deve esserci una clausola nel contratto del “personale docente” che lascia la libertà a questi ultimi di decidere se lo stipendio per il quale hanno fatto domanda, ottenendo affermativa risposta, sia adeguato alla qualità del lavoro che svolgono. Se il giudizio del singolo è negativo, allora è accettabile che egli provveda autonomamente a ridurre gli standard e a diminuire l’impegno per ristabilire una proporzione corretta.






