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Fini

Sarà la volta buona?

ci siamo tolti di mezzo la serpe?

Sembra finalmente arrivato Il momento di un si una lista unica di centrodestra. Soprattutto se i cosiddetti" centristi" di Udc e Udeur verranno davvero lasciati fuori, potremmo essere alla vigilia della nascita di un vero partito liberale e conservatore in Italia; una conseguenza parzialmente inattesa, vista l'offerta estesa anche all'UDC. Si continua a sperare che si tratti di offerta di pura cortesia e non di genuino desiderio, in modo da poterci finalmente liberare di alcune fra le  peggiori caricature di politici che abbiamo la sfortuna di ritovarci.
L'unico rischio è che Pierfurby venga costretto dal partito a lasciar perdere i propri sogni di gloria come ago della bilancia e piegare la testa: in men che non si dica, ce lo ritroveremmo a capo di una corrente dedita all'evirazione ideologica del partito.

 

Forza Adolfo

A leggere Adolfo Urso, potremmo finalmente vedere un partito "quasi liberale" a destra:

In questo sforzo di immaginare il partito di domani, a fare da avanguardia è la fondazione Farefuturo, che prefigura quella "apertura" verso gli esterni che Fini vorrebbe dare ad An. L'animatore del think-tank, Adolfo Urso, è entusiasta dell'operazione e ne illumina il retroterra politico: "A sinistra hanno fatto il Pd e la Cosa rossa, Berlusconi ha lanciato il Pdl e solo Fini dovrebbe restare fermo?". Nella testa del "liberal" Urso, "Alleanza per l'Italia sarà una destra capace di spiegare ai taxisti che 500 licenze in più possono essere una necessità, che può dire ai lavoratori dell'Alitalia che può essere obbligatoria una ristrutturazione anche dolorosa. Come ha fatto Sarkozy con gli insegnanti francesi".

 

Delfini e tonni

E’ un grande dispiacere, in questi giorni, avere i minuti contati e non poter partecipare attivamente alla rivoluzione italica. Purtroppo ci sono esigenze prioritarie, quelle di salvaguardare la capacità di acquisto della pagnotta, che impongono scelte più orientate alla meschinità del quotidiano e la conseguente rinuncia all’interessante confronto politico tra tutti questi nuovi soggetti che son nati nelle ultime settimane.

Due minuti, comunque, li trovo lo stesso per lasciare tangibile memoria della scoperta del più clamoroso bluff politico tentato da uno dei sedicenti leader del centrodestra, cioè Gianfranco Fini.

 

Non è ancora il partito delle Libertà. Potrà mai diventarlo?

Sognavo da tempo un colpo di reni come questo da parte di Silvio Berlusconi, un sonoro vaffa a centristi e "moderati" fino all'immobilismo ed alla rassegnazione. Purtroppo, come in certe favole, il sogno rischia di tramutarsi in un mezzo incubo, a causa dell'occasione e del modo in cui si è realizzato. Purtroppo, ieri non è nato il Partito delle libertà, come qualcuno crede. E' nato un "Partito del Popolo italiano", populista nel nome e nelle premesse:

«è quello che la gente vuole»

 

Operation SichelSchnitt

Ieri, in una serata apparentemente tranquilla e dopo 18 mesi di “finta guerra”, è scattata l’Operazione “Colpo di falce” grazie alla quale Silvio Berlusconi, in versione Heinz Guderian pre natalizia, si presenta bello fresco alle porte di SedAN e coglie i suoi ex amici addormentati nei bunker della nuova Maginot.

Niente da dire! Con i suoi duecento difetti, Berlusconi resta uno degli animali da piazza più eclettici della storia repubblicana e conserva intatta una capacità di reazione che fa impallidire i presunti eredi del leader della ormai fu Forza Italia.

 

Veltronate: l'immigrazione

Nel dibattito con Gianfranco Fini, parlando d'immigrazione, il sindaco di Roma e degno erede di Forlani, Moro e di un certo Andreotti ha ricordato come gl'Italiani sono stati popolo d'emigranti e quindi dovrebbero sapere come trattare coloro che vengono a cercare fortuna in Italia.
Forse dimentica che, quando gli albanesi eravamo noi, siamo stati trattati in maniera ben diversa e molto più dura, di quanto ci si sogni di fare con gli immigrati attuali.

Il futuro lìder maximo e candidato unico del Partito Democratico dovrebbe rileggersi qualcosa sull'argomento, anche soltanto "L'Orda", fatica di Gian Antonio Stella: gli Italiani all'estero vennero spesso trattati in maniera abominevole, dalla discriminazione perenne al linciaggio vero e proprio; sicuramente vennero fatti notevoli sforzi, liberali o dispotici, per assimilarli alle nazioni ospitanti, con risultati che nel lungo periodo resero almeno i loro figli in grado d'integrarsi e sperare in un futuro migliore, ma che certo non somigliano alle politiche intraprese dal centrosinistra italiano .

 

Dopo Berlusconi, il vuoto?

Ieri sera, complice Gtalk, si cazzeggiava serenamente con Gregorj il quale, da simpatico fetente sinistroide quale è, poneva una delle poche domande che possono mettere in imbarazzo quelli che non hanno votato Prodi. Una domanda che ci si fa spesso anche noi e che si potrebbe sintetizzare in un generico: “Ma dopo Berlusconi?”.

Nella sua genericità, secondo me è la domanda chiave che ci si dovrebbe fare un po’ tutti perché un conto è auspicarsi un repentino prepensionamento del rottame democristiano attualmente a capo del governo, ma ben altro conto è chiedersi come sostituire questa autentica sciagura umana che ci ritroviamo tra i piedi.

 

Dietro Ricucci c’è solo paura

Messi nel sacco da un odontotecnico di Zagarolo, i nostri politicanti di serie C si chiudono in coorte e tuonano in ogni direzione possibile nel tentativo grottesco di sottrarsi ad ogni coinvolgimento nell’affaire scalate bancarie e mediatiche. Dalla magistratura distratta di D’Alema alla spazzatura berlusconiana, finalmente ci troviamo di fronte ad un gruppo unito che dimostra una visione del mondo con moltissimi punti di contatto rappresentati alla perfezione da Gianfranco Fini che non esita a consegnare alle agenzie una dichiarazione in stile D’Avanzo che lascia esterrefatti: il casino delle intercettazioni è stato fatto scoppiare ad arte da chi persegue obbiettivi diversi dall’interesse nazionale. Chapeau!

 
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